Articolo

Questo articolo fa parte della categoria: Vari

Angelo Bona

IPNOSI REGRESSIVA, IPNOSI TRASCENDENTALE

06 Luglio 2008

Cari amici,

l’esperienza condivisa con Davide ha sancito sempre più categoricamente la non realtà del tempo. Bankeris afferma che esso è esclusivamente il metro di misura per monitorare lo stato evolutivo e vibrazionale della nostra massa organica.

La Guida continua sostenendo che la nostra cronologia è soltanto un miraggio della mente. Partendo da questo presupposto muta il concetto di passato, presente e futuro.

Vi ho già accennato alla Sicro-Unicità intendendo con essa la simultanea partecipazione del nostro spirito agli infiniti piani di consapevolezza dell’Uno. La nostra limitatezza percettiva riconosce una sola frequenza vibrazionale, oscurando le altre infinite armoniche che ci permetterebbero di essere coscienti della divinità che noi tutti insieme siamo.

Parlare di ipnosi regressiva, di vite precedenti e di karma pregresso diviene una convenzione legata alla nostra modalità di interpretare il principio di realtà. Nel nostro inconscio la concezione del tempo si perde e le esistenze, cosiddette precedenti, rivivono attraverso la trance, divenendo attuali. Un paziente che si cala nel proprio oceano interiore attiva un sogno reale a cui partecipa nel qui e ora, rivivendolo con le stesse emozioni, colori e forme sperimentati in un tempo “remoto”. Tutto ritorna.

Afferma Nietzsche: “ogni evento che viviamo l’abbiamo già vissuto nel passato infinite volte e lo vivremo infinite volte nel futuro”. Non condivido questa angosciosa circolarità, questa trappola statica, come dice Joyce. Credo che la ripetizione giovi per evolvere, come afferma Bankeris, e che il tempo allenti le sue maglie per permettere allo spirito di volare oltre ad esso.

Parlare di ipnosi regressiva diviene quindi un “intederci”, un accordo tacito per permetterci di recuperare frammenti karmici fin tanto che abbiamo bisogno di nuotare nell’oceano di Cronos.

Ho sempre appreso dal mio lavoro e mai come oggi mi rendo conto che le tante esperienze compiute mi devono far sussurrare una nuova aggettivazione in riferimento all’ipnosi. La trance in effetti, ci permette di trasgredire il tempo, di svincolarci dalle sue costrittive catene. Parlerò pertanto di ipnosi trascendentale, oltrepassando lo stesso concetto di circolarità per rompere il cerchio dell’eterno ritorno. Nasce pertanto un non-tempo ove il corpo può sperare di non continuare più a fare ombra. L’eterna clessidra dell’esistenza non è una prigione ma un volo di libertà orientato vero l’Amore. Lo stesso concetto di reincarnazione potrebbe essere interpretato come coazione a nascere sotto il giogo spietato del tempo. Giochiamo quindi, attraverso l’ipnosi regressiva che diviene ipnosi trascendentale, a scardinare il bilanciere dell’orologio universale, non per trovarne una via d’uscita ma per dirigerci verso un sorriso di maggior leggerezza.

Con ciò non voglio negare assolutamente l’importanza dello studio karmico legato alle vite, diciamo precedenti; occorre prima togliere le gomene per avere la velleità di far salpare la nave. Con l’ipnosi trascendentale intendo una meditazione guidata, orientata verso la consapevolezza dell’Uno. Ho sempre avuto una profonda sintonia con il grande insegnamento di Maharishi ma ho riscontrato che, a volte, prima che la coscienza compia il grande salto, occorre purificarne i conflitti. Nella mia pratica psicoterapeutica si parla dell’Uno-Dio ma non intendo con ciò stilare dettami di una nuova religione.

L’unico vero conflitto di ogni essere è l’angoscia di separazione dal Tutto. Abbiamo volontariamente deciso di allontanarci dalla sorgente d’Amore e spero ardentemente che sia arrivato il momento di ritrovarci.  

Sembra che sia facile ed elementare colloquiare con il proprio Sé  e orientare il nostro destino come desideriamo. Credere questo, può  ingenerare una disorientante aspettativa di acquisizione di vantaggi ed appagamenti. Ciò è fomentato da una dilagante  moda  presente in una valanga di letteratura che come al solito proviene da oltreoceano. Segreti e segreti dei segreti sottendono immense operazioni di marketing. Acquisire ingenti ricchezze, far diventare la propria vita fenomenale, scoprire che non ci sono limiti, fare esplodere la fiducia in se stessi ecc., di per sè non sono crimini e se una persona vuole dirigere il proprio karma verso queste scelte, ha tutto il diritto di farlo. Non amo il termine “miracolo” poiché credo che ogni individuo abbia l’opportunità di guarirsi e di guarire, di realizzarsi come crede, di gioire e di far gioire. Una semplice obbiezione pongo però a questo orientamento. Prima di realizzare il proprio Uno interiore occorre umilmente compiere un cammino di consapevolezza. Questo propone l’ipnosi regressiva e l’ipnosi trascendentale: il preventivo riequilibrio delle soggettive conflittualità karmiche per poter accedere al nostro pieno potenziale spirituale. Si ingenera altrimenti un disturbo causato dai klesa, i semi del karma. Essi sono afflizioni che secondo il Raja Yoga(vedi Patanjali) attirano la sofferenza. Occorre tenerli preventivamente  in considerazione prima di dedicarsi a strategie automatiche di appagamento dei nostri bisogni e a ricette magiche per ottenere la felicità. La radice di tutti i karma è l'avidya, cioè l'ignoranza, poi ricordo l'asmita, l'egoismo,  il raga o desiderio morboso, il dvesa o cinismo, l'abinidvesa, l'attaccamento al mondo. Nel seminario didattico del 12 ottobre a Bologna tratteremo diffusamente questi importanti concetti.

Assisto in studio alla crescita esponenziale di un nuovo tipo di disagio: la nevrosi dell’erba voglio, cioè l'ossessione-compulsione di chi cerca illusoriamente tramite l'uso delle forme pensiero di bruciare le tappe del proprio destino.

"Mettete giù tutti gli altri libri" riporta la pubblicità paranoide di uno di questi testi. Già una frase del genere vi dovrebbe far pensare. Dedicatevi ad ogni libro, spaziate più che potete, acquisite una cultura non obbligatoria e soprattutto, purificate a poco a poco il vostro libero arbitrio. Occorrre prima di orientarsi verso la meta del cuore, trascendere i capricci del nostro ego tramite un percorso di consapevolezza.

Sconcertante in senso positivo l'interpretazione di Davide : "E' l'unico modo per molte persone esaltando il proprio ego di vederne produrre gli aridi frutti, ma anche questo è l'inizio di un passo verso l'Amore dell'Uno. Una strada più lunga che comunque arriverà alla Sorgente".

Devo ammettere che nella mia ignoranza non c'ero arrivato.

Buona Vita Angelo Bona