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Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Angelo Bona

CONOSCERE LE PSICOSI

09 Aprile 2007

Caro dr Bona,l'ultimo articolo sui CD di autoipnosi e sull'ipnosi progressiva, COME MAI NON SI RIESCE A CAPIRE?MI è piaciuto moltissimo perchè mi è sembrato rivolto più particolarmente a chi, in qualche modo e per ragioni personali, ignoranza, superficialità, curiosità o altro,ne può essere attratto.Come quando si ha a che fare con la compulsività di un alcolista o un tossicodipendente, non serve di solito ripetergli che può farsi molto male elencando le ragioni che con la ragione può ben capire...si tratta di capire, a mio avviso, come parlare dei vantaggi illusori che pensa di ottenere...e smontarli piano piano con varie argomentazioni legate all'esperienza.Forse l'esempio non è dei più calzanti, ma spero si capisca il concetto che volevo esprimere.Purtroppo l'ipnosi regressiva non è ancora così conosciuta e riconosciuta, e tanti pensano di potersi fidare dei suggerimenti di un medico americano famoso!L'unica strada, per ora, è quella di parlarne di più e diffondere i tuoi libri. Ciao Romana

 

Cara Romana, cari amici,
il mio intento era proprio quello di far comprendere le importanti motivazioni che mi spingono ad essere assolutamente contrario sia ai Cd di auto-regressione, sia alla progressione ipnotica. Vorrei spiegarvi ulteriormente perchè. Dobbiamo partire dal concetto di psicosi.

Naturalmente considerando questo articolo divulgativo, lo scrivo con un taglio utile a far capire se non altro i concetti fondamentali ai non addetti ai lavori. Cosa si intende per psicosi? Un disturbo generalmente grave dissociativo, e cioè con perdita dell’esame di realtà, e presenza di sintomi quali deliri, allucinazioni e comportamenti ad essi conseguenti. In tale condizione manca o è molto scarsa la coscienza della malattia. Non pensare che siano disturbi infrequenti; ad esempio la schizofrenia che è un vero male sociale, ha un’incidenza intorno all’1% della popolazione. Pensa quante persone sono in grave difficoltà mentale!La differenza tra le psicosi e ciò che viene chiamata nevrosi è rilevante.

Quest'ultima, la nevrosi, si riferisce a un quadro meno grave, in cui il soggetto mantiene  l’esame della realtà e la sintomatologia è meno eclatante. In essa possono comparire ansia, panico, fobie, ossessioni, variazioni del tono dell’umore, ecc, ma comunque è mantenuta la coscienza della malattia. Nelle nevrosi, dal mio punto di vista, è possibile e utile l’ipnosi regressiva. La struttura della personalità è comunque solida e non c’è pericolo di scompenso. Non altrettanto dicasi per le psicosi dove non considero opportuno utilizzare l’ipnosi regressiva (o progressiva) e cercherò di spiegare il perché.

Numerosi sono i quadri delle psicosi,  dalla schizofrenia a quello che viene definito disturbo psicotico non altrimenti specificato, cioè casi sui quali si hanno informazioni inadeguate o contraddittorie. In questo articoletto non mi dilungherò nelle tante classificazioni.

La schizofrenia ha una media di insorgenza dai venti ai venticinque anni per gli uomini e poco sotto i trenta per le donne, può esordire però anche molto prima, dato che esistono forme infantili, sul modello dell’adulto. Può succedere che la comparsa avvenga bruscamente, ma è più facile che si manifesti con una gradualità fino alla sua piena espressione. Un impoverimento di interessi scolastici, un progressivo ritiro sociale, una disattenzione alla propria igiene personale e all’ordine, scoppi di rabbia, comportamenti inconsueti possono essere prodromi di un quadro franco che si manifesterà. E’ presente frequentemente familiarità e la diagnosi differenziale è particolarmente complessa e richiede esperienza. Quindi con psicosi si intende una perdita del giudizio di realtà solitamente complementata da deliri, allucinazioni e disturbi del pensiero. Bisogna però valutare che tale condizione non sia stata determinata dall’assunzione di sostanze o da una condizione medica generale. Al di là della schizofrenia, esistono dei disturbi dell’umore con caratteristiche psicotiche, quali il disturbo schizofreniforme, il disturbo delirante e il cosiddetto disturbo schizoaffettivo ecc. Sono quadri complessi, diversi tra loro con decorso, prognosi e trattamenti che devono essere valutati soggetto per soggetto. Pur grave, ma di portata minore, è il disturbo psicotico breve. Ora mi focalizzerò su questo quadro, perché non è possibile in questa sede  trattare dettagliatamente ogni variante. Un tempo veniva chiamato psicosi reattiva breve. Può comparire nell’adolescenza, nel giovane adulto con una tendenza media intorno all’inizio della quarta decade della vita. In esso i sintomi durano da un giorno a un mese con remissione completa e compaiono dopo uno stress a cui il paziente è stato sottoposto. In questi casi la psicosi si manifesta come una sorta di difesa in soggetti che non riescono ad affrontare una determinata situazione. E’ molto importante valutare quale sia stato l'elemento scatenante che ha prodotto l’episodio psicotico. Ad esempio potrebbe essere la perdita di una persona amata, un licenziamento, un tradimento, la diagnosi di una malattia grave, cioè un fattore stressante di rilevante portata o giudicato tale dal soggetto. Alle volte può succedere nel post-partum o anche senza apparente motivazione. I sintomi sono: deliri, allucinazioni (prevalentemente voci), eloquio con deragliamenti, incoerenza, comportamento disorganizzato o catatonico (prevalentemente arresto motorio). Durante lo scompenso possono manifestarsi inoltre: agitazione emotiva, confusione, alterazioni del tono dell’umore. Tali soggetti necessitano di sorveglianza per i bisogni nutritivi, igienici e di tutela di se stessi, mancando completamente di capacità critica e cognitiva a causa dei deliri. C’è un rischio incrementato di suicidio soprattutto nei giovani.  Contando che esistono persone che possono scompensarsi e produrre un disturbo psicotico breve come quello descritto o quant’altro, occorre tutelarle da qualunque stress emotivo intenso. E' necessaria una corretta diagnosi preventiva prima di avviare un paziente all’ipnosi e all’ipnosi regressiva. Ciò può essere garantito soltanto da uno psicoterapeuta esperto. Per questo motivo sono così contrario all’uso di cd di autoregressione ipnotica, che possono venire utilizzati senza alcun controllo e in assenza di un’attenta valutazione diagnostica. L’ipnosi indotta da un cd può portare il soggetto a liberare cariche emozionali incontrollate. Nulla di grave può succedere se lo stesso ha una struttura di personalità nevrotica (ricordate il distinguo iniziale tra nevrosi e psicosi?). Se invece il paziente manifesta nuclei psicotici si potrebbe incorrere in rischi di scompenso non preventivati. Ho assistito in studio pazienti che dopo l’ascolto del cd, non certo da me proposto, hanno subito condizioni di stress emozionali particolarmente gravi. Il pericolo di una massificazione incontrollata, di una presuntuosissima autoterapia coi cd digitali è quello di produrre in vaste fasce di popolazione un potenziale scompenso. Se alcuni di loro dovessero poi rientrare in equilibrio dopo la remissione della sintomatologia, nel periodo intermedio potrebbero incorrere in rischi molto gravi legati ad esempio ad aggressività contro gli altri o lesività contro se stessi.

Ulteriormente scompensante può essere un’ ipnosi  progressiva nella quale il soggetto portato avanti nel tempo assista ad un evento drammatico, che si verificherà ad esempio tra due anni. Se impartisco ad un paziente il comando di orientarsi al futuro, sono incontrollabili il momento e il luogo che sceglierà e non è detto che giunga ad un' ipotetica vita futura. Potrebbe scegliere un tempo più vicino a sè, nel quale accade un fatto tragico. Es: durante la trance progressiva immagina che la giovane moglie muoia per una leucemia. Se il soggetto è psicotico o anche depresso il risultato potrebbe essere il suicidio.

Ancor peggio sarebbe che fossero messi in commercio Cd di progressione ipnotica e anticipo questo, per paura che il mercato segua maggiormente gli introiti rispetto al bene della gente. Un Cd di progressione, ascoltato in completa autonomia, potrebbe produrre uno stress dissociativo ben maggiore dello stesso sussidio regressivo. Il passato di una vita precedente al limite si può rielaborare, ma una data di morte prossima ventura avrebbe un impatto dirompente su una natura fragile. Mi chiedo come mai io sia costretto a spendere  il mio tempo nel tentativo di tamponare errori degli altri e non in modo più proficuo e professionalmente armonico. Potrei dire: “Che si arrangino, io in realtà non sono complice di tale distorsione”. Non riesco, non solo tecnicamente a soprassedere, ma soprattutto eticamente. Basta! E’ ora di smettere di prendere in giro le persone, specie se  in difficoltà psicologica e propense ad aggrapparsi a tutto.

Ho intenzione di contattare l’editoria che divulga i Cd, specificando perchè io e i colleghi dell'AIIRe siamo contrari all’uso di tali pericolosi sussidi. Confido che capiranno.

Buona Vita Angelo Bona