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Questo articolo fa parte della categoria: Medicina Alternativa

Dott.ssa Luigina Galli

Le anime vegetative

31 Gennaio 2007

La convinzione che l’unità corpo-spirito sia la base della vita è fondamentale nella Medicina Tradizionale Cinese; questa fusione  si instaura all’inizio della vita che nasce e ne permette così la generazione e lo sviluppo e rappresenta inoltre l’incarnazione e la rappresentazione dello spirito universale nella materia.

“Ciò che il cielo dà all’uomo è la potenza, virtù-de, ciò che la terra dà all’uomo è il qi, de e qi si muovono uno verso l’altro, allora c’è vita;l’origine della vita è detta jing. Quando i due jing si afferrano mutuamente è detto shen” [Lingshu, cap.54]: i due principi universali (rispettivamente yang e yin) generano  vita fondendosi uno nell’altro ed originando così l’essenza vitale jing, solo l’unirsi dei due jing (l’essenza del padre e della madre) permette l’incarnazione dello Shen che aderisce così ad un punto specifico del tempo e dello spazio dando inizio all’esistenza umana completa.

Shen in questa caso è il “sovrano”, lo spirito che riunisce ed integra i singoli aspetti psichici di ciascun organo, ma nel microcosmo uomo esiste anche un livello psichico paritetico situato a livello di ciascun organo nei quali dimorano le cinque anime vegetative, ciascuna dotata di propria individualià e valore e che è fondamentale per l’espressione integrata del tutto. “ Hun, shen, po, yi e zhi prendono shen come loro sovrano, perciò sono chiamati shen” [Neijing Suwen].

Shen, Hun, Po, Yi e Zhi  sono gli aspetti psichici specifici, le anime vegetative dei singoli organi: “il cuore conserva lo shen, il polmone po, il fegato hun, la milza yi, il rene zhi” [Suwen, cap.23].

Hun e Po

Abbiamo visto come l’uomo sia generato dall’unione delle energie del Cielo e della Terra e come queste si riflettano nella sua struttura costituita da anima e corpo. “Per vivere l’uomo attinge ai soffi del Cielo e della Terra che sono vie dello Yang-Yin. A partire dall’Uno vengono prodotti i due principi, lo Yang e lo Yin; da questi due principi sono prodotti i diecimila esseri” [Lei  Jing].

Appartenenti agli aspetti psichici Shen, gli Hun rappresentano gli aspetti del Cielo, i Po quelli della Terra. Gli Hun, o Anime Spirituali, che hanno la loro dimora nel fegato, sono entità sottili, leggere, yang, permettono nell’uomo l’espressione dell’energia spirituale eterea del Cielo ed alla sua morte lì fanno ritorno; i Po, o Anime Corporee, che alloggiano nel polmone, coordinano gli aspetti psichici della vita vegetativa, le emozioni più istintive ed automatiche, i riflessi vitali istintivi, sono legati alla Terra dove, dopo la morte ,lì si dissolvono.

Gli ideogrammi di Hun e Po sono costituiti da un radicale destro uguale ad entrambi, Gui, che significa spirito, fantasma; il pittogramma Hun ha inoltre, a sinistra, un altro radicale che rappresenta le nubi e quindi ne indica l’aspetto etereo legato al cielo mentre il radicale di sinistra di Po significa bianco, il colore legato alle ossa ed al movimento Metallo quindi espressioni yin, strettamente legate alla Terra.

Po è legato quindi  all’aspetto materico, corporeo ed il suo normale vigore permette di mantenere buone condizioni di salute e forza dell’organismo; è legato al corpo ma non si identifica con questo, ma è piuttosto la “coscienza corporea” che  permette l’estrinsecarsi delle essenziali funzioni vitali. Hun è invece espressione yang, ed è definito come la “luce, la fiamma “ di Po che ne è la sua radice. Mentre Po è identificabile con l’intelligenza corporea,  Hun corrisponde all’immaginazione, all’aspetto onirico, alla trance. Come per tutte le coppie yin-yang, lo stato naturale consiste nell’armonia dei due aspetti, quando yin e yang fluiscono, si integrano e si trasformano uno nell’altro mentre ogni alterazione dell’equilibrio dinamico dei due poli produce patologia. Se Po perde il legame di interazione e scambio con Hun rimane privo degli aspetti dinamici del pensiero, impoverito e chiuso su sé stesso, fissato sui propri aspetti patologici corporei, pensiero primitivo, privo di accesso al simbolico. D’altra parte se Hun perde il legame con il suo corrispettivo corporeo ne deriva invece uno squilibrio in cui hun, slegato  dalla coscienza corporea, produce attività mentale referente solo a se stessa,  senza alcun legame con la realtà concreta, pensiero isolato che può addirittura creare proprie percezioni allucinate.

Mi piace ricordare però che le potenzialità di Cielo e Terra  possono permettere anche stati di coscienza alterati che non sono da additare come patologia. La separazione tra yin e yang che normalmente si identifica con la morte si può avere anche in raffinate pratiche meditative o nel sogno, quando il presupposto è il “vuoto del cuore”,  per raggiungere livelli  di coscienza molto elevati dove ogni separazione è annullata. “Nel sogno ci si può trasformare ma nella veglia non si può: ciò è la separazione e l’unione di yin-yang, la separazione viene dal vuoto, mentre l’unione viene dal pieno. Questo è segno di Hun e Po, e in realtà costituisce anche la fine distinzione tra la vita e la morte. Se si riesce a far sì che il cuore sia completamente vuoto, allora sarà necessariamente limpido e tranquillo e in sogno si raggiungerà il punto critico tra la vita e la morte e la conoscenza giungerà a grandi profondità” [Leijing, 1624, libro III, cap.9]

Yi e Zhi

Nel complesso sistema delle corrispondenze contemplato dalla Teoria dei Cinque Movimenti Yi e Zhi sono rispettivamente collerati alla milza ed al rene che li ospitano ma, come per le altre anime vegetative, anche queste non sono aspetti di sola pertinenza medica ma, come per Shen, Hun e Po, sottendono anche concetti  filosofici ed universali oltre che gli specifici aspetti psichici corrispondenti e quindi semplificarne il significato non è facile.

Yi si può tradurre come proposito, intenzione, aspirazione mentre Zhi indica la  volontà, la determinazione a portare a termine i progetti. Entrambi questi aspetti psichici sono strettamente legati al cuore: è il cuore che, se correttamente orientato, permette a desideri, e determinazione nel realizzarli, di dirigere e condurre l’uomo lungo l’asse della propria esistenza ma se tale imperatore è disorientato da passioni o emozioni eccessive o fuorvianti, proposito e volere si dissociano e disorganizzano e si è preda di turbamenti e squilibri psico-emotivi.

La centralità del cuore in tali aspetti psichici è indicata dai rispettivi ideogrammi: quello che definisce Yi è formato nella parte inferiore dal segno del cuore mentre la parte soprastante rappresenta una nota musicale volendo così rappresentare l’armonica espressione del cuore che si manifesta in pensieri, aspirazioni, azioni armoniosamente coordinati da un  responsabile direttore d’orchestra. “Quando il cuore si applica si parla di proposito” [Ling Shu, cap. VIII]. E’ il “moto del cuore” che diventa cosciente, manifesto, anche solo a sé stessi ma comunque espresso in un suono interiore, in un proposito.

Lo Yi alloggia nella milza che corrisponde all’elemento Terra e quindi  al movimento che accoglie, elabora e trasforma non solo i metaboliti e l’energia da questi estratta ma anche i pensieri, le emozioni che così elaborate divengono riflessioni indispensabili al cuore per formulare i propri propositi ed intenzioni. Se l’organo milza è in deficit ci può essere una insufficiente od alterata elaborazione psichica che porta ad un disordine mentale ed incapacità di analisi. Molte sono le emozioni che possono ledere il qi  della milza: la preoccupazione, la depressione, la rimurginazione eccessive attaccano l’energia dell’organo Terra e ne impediscono la normale attività bloccando tutte le trasformazioni. Si avrà così una incapacità a elaborare pensieri e propositi

Perché il proposito si realizzi è necessario l’intervento di Zhi, della volontà, espressione dello shen di rene: l’aspetto psichico del rene determina la capacità dell’uomo di realizzare quanto ha progettato. Zhi identifica la forza di carattere, la determinazione, la fermezza nel realizzare i propri intenti. Anche Zhi  è una ulteriore manifestazione del cuore, che convinto nel suo proposito, persiste nella volontà e nel progetto per realizzarlo. L’ideogramma di Zhi infatti è costituito sempre dal segno  del cuore inferiormente e nella parte superiore da un radicale che indica una pianta che inizia al elevarsi dal suolo ad indicare qualcosa che cresce “appoggiandosi” ad un’attività del cuore, dello Shen, che avvalendosi dell’energia innata conservata nel rene, si concretizza verso un fine. Così l’intenzione, consolidata dalla riflessione e realizzata dalla volontà, può arrivare all’agire.

Secondo la filosofia taoista l’azione del saggio si adegua sempre al Tao ed è quindi prima di tutto consapevolezza del proprio Essere, capacità di saper adeguare e mantenere la propria essenza, i propri desideri ed azioni in armonia con l’interno e l’esterno, rispettandoli ed evitando sprechi e dispersioni di energia.

La volontà Zhi è quindi alloggiata nel rene poiché questo organo conserva l’essenza vitale innata, Jing, di tutto l’organismo ed un attacco a tale organo è perciò molto grave poiché lede le basi stesse l’essere. Un danno al rene determinato anche da fattori emozionali come la paura o la collera intense e protratte, portano non solo ad un indebolimento fisico generale ma anche un decadimento psichico e mentale con smarrimento e depressione, venendo a mancare lo scopo, il desiderio di vivere spinto dal moto del cuore e radicato grazie all’energia del rene.

Dott.ssa Luigina Galli

Note:
1. Elisa Rossi “Shen” - Casa Editrice Ambrosiana 2002
2. AA Vari “Trattato di Agopuntura e Medicina Cinese” Vol. 1 - Casa Editrice Ambrosiana 2006