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Angelo Bona

NEUROMARKETING

07 Dicembre 2008

Cari amici, l'ultimo nato dalla vulcanica creatività degli ormai inarrestabili persuasori occulti è il neuromarketing. Il presupposto da cui parte questa disciplina dell’egocentrismo è che l’uomo ricerca in primo luogo il suo benessere e la sua sicurezza e li antepone a tutto il resto. Naturalmente c’è lo zampino delle neuroscienze che parlano di tre strutture concentriche: quella rettiliana, primitiva, quella emotiva e quella razionale. L’old brain, la porzione ancestrale pare sia il decision maker ovvero quell'area dell’encefalo che decide in relazione al piacere ed alla sicurezza della quale tutti i vertebrati sono dotati, dai rettili ai mammiferi, uomo compreso. La parte più antica dell'encefalo è definita anche archipallium  e completa la sua formazione nell'individuo nell'arco dei tre anni successivi alla nascita, controllando l'attività psico-fisica istintuale (l'appetito, la sessualità, il senso di piacere o di fastidio).L'archipallium ( old brain) memorizza tutto e gli  adulti non si rendono conto che un neonato apprende dai primi momenti di vita e immagazzina nell'inconscio una traccia indelebile. Il cervello si organizza in conseguenza degli stimoli esterni, ha cioè una funzione plastica: è un architetto generatore della sua stessa struttura neurologica.Siamo governati anche da tutto ciò che abbiamo a poco a poco incorporato, e cioè le abitudini, i riflessi condizionati. Se da neonati riceviamo una educazione da scimmie, continueremo a raccogliere banane per tutta la vita.

Una seconda porzione dell'encefalo è fondamentale per decidere un acquisto: il paleopallium o cervello intermedio costituito dal sistema limbico, ippocampo compreso, ma non facciamola troppo complessa, basta comprendere i concetti di base.

In ambito commerciale, si parla già di neuroni dello shopping e di consenso studiato in laboratorio. Non si deve persuadere all’acquisto un potenziale acquirente in base alla qualità di un prodotto realmente indispensabile, ma generare dei bisogni nuovi che vengono soddisfatti da un articolo innovativo esaudendo il sogno di essere felici, gioiosi e sicuri. Basta utilizzare le più moderne tecnologie mediche, come la risonanza magnetica funzionale, per capire come persuadere all’acquisto. La FMRI identifica le zone cerebrali che si attivano quando veniamo posti di fronte ad una scelta. E’ possibile quindi scannerizzare il consumatore, sviluppando messaggi pubblicitari molto efficaci. Il BrightHouse Institute for Thought Science si trova ad Atlanta negli Stati Uniti: è qui che i consumatori vengono sottoposti a risonanza magnetica per valutare le loro risposte neurologiche. Non si devono quindi più intervistare gruppi campione, perché le persone potrebbero mentire mentre il loro old brain (vecchio cervello) dice sempre la verità. La corteccia mediale/pre-frontale è il luogo dove si trova il nostro neuro consumatore.

E’ qui che reagiamo con accettazione o rifiuto di fronte ad un prodotto che ci viene proposto oppure al suo marchio. Importanti industrie come la Mercedes Benz, la Coca-Cola hanno testato gli assensi neurologici dei loro acquirenti. Un desiderio o un bisogno, che chiameremo Paine, ha una sorgente emozionale occulta. Occorre verificare se il prodotto può curare e lenire quel bisogno specifico. Qual è l’intensità del Paine? Quali sono le conseguenze se non lo si elimina? La nostra cavia acquirente è consapevole di avere quel Paine? Inoltre gli esperti del neuro marketing si chiedono: quali sono i Clails, cioè le proposizioni su cui basare i loro consigli per gli acquisti ecc. ecc. Per attrarre l’occhio dell’utente non lo si deve infastidire, ma proporre un’altissima integrazione e una bassa invasività. Se il messaggio è troppo forte può irritare.

Ritengo che sia in atto un immenso progetto di massificazione, ove con l’utilizzo delle neuroscienze si cerca di far comportare gli esseri umani come un formicaio, sottraendo alle persone la facoltà del libero arbitrio. Ieri come mia abitudine sono entrato in un supermarket per fare la spesa. Miriadi di persone ognuna separata dall'altra, facevano le loro compere. Il formicaio non procedeva assolutamente con un intento di benessere collettivo, ma totalmente individuale. Una anziana formica mi redarguì persino pretendendo di passarmi davanti ad una bilancia non rispettando il suo turno. La lasciai perdere senza rivendicare i miei giusti diritti.

Gli istinti e le pulsioni rinchiese nell'old brain non sono sempre pacifiche. Per questa ragione nei supermarket americani si può acquistare serenamente un fucile a pompa e tenere in ufficio una pistola. Ci si stupisce poi che  alla Columbine High School di Littleton, in Colorado vengano uccisi  da due adolescenti killer  13 studenti e un insegnante ricordati da Michael Moor nel celebre filmdocumentario. Anche in questo caso drammatico il neuromarketing diviene un gioco al massacro motivato dalla delirante sopravvivenza personale di fronte a illusori nemici.  Kratos, un imponente e poderoso guerriero virtuale deciso a distruggere il dio della guerra Ares, continuerà a sfidare sulla Playstation alcune delle più leggendarie e mostruose creature del mito. Quando l'eroe uscirà nella vita reale il suo old brain continuerà a distruggere i suoi potenziali rivali. Nessuno traduce il nome Kratos nella sua inquetante accezione: è il potere ottenuto con la forza e indebitamente con metodi illegittimi soltanto per supremazia.
L’ultima seduta di ipnosi regressiva di A., il protagonista di Una stazione nel cuore, è stata illuminante per l’importanza delle rivelazioni sul cervello rettiliano, quell’old brain tanto caro al neuromarketing. Con esso i tedeschi sono riusciti a produrre il Nazismo. Fondamentale sono la ritualizzazione, la liturgia, la moda. Molti si chiederanno come il Terzo Reich sia riuscito a porre in ipnosi collettiva una nazione grande come la Germania. Hitler rispose ai desideri occulti, primitivi di un popolo terrorizzato dalla possibilità di un annientamento psicologico ed economico causato dai facoltosissimi banchieri e industriali ebrei. Ritornano ad esprimersi le due fondamentali esigenze del rettile che è in noi: il piacere e la sicurezza.

Ritengo molto pericolose le conseguenze del neuromarketing e intravvedo scenari orwelliani che la massa critica deve esorcizzare. Ogni moda, religione, fanatismo terroristico o politico, ogni esercito, ogni guerra ha il suo sorridente old brain, che gode nella totale ignoranza dell’Uno. Nulla è scisso dalla partecipazione al Tutto ed è proprio nella più segreta parte di noi stessi che dobbiamo salvaguardare la nostra libertà. Nello scrigno segreto del nostro encefalo esiste un Cristallo di luce e vi risiede quel Dio che noi siamo. Agarthi, la Terra Cava, la Città degli smeraldi, il Re del Mondo sono nascosti nella luce solare del nostro Sé e per svelare ciò non abbiamo bisogno di alcun consiglio per gli acquisti, ma soltanto di sapere che l’Amore vive da sempre dentro di noi.

Buon Amore Angelo Bona