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Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Dott. Andrea Zaghet

LA TRANCE IN PSICOTERAPIA

01 Novembre 2007

In questo articolo metterò in rilievo l’utilità dello stato ipnotico in psicoterapia e prenderò in considerazione due forme di trance – quella regressiva e quella ancorata al presente – che a mio avviso possiedono un denominatore comune: entrambe favoriscono il dipanamento di contenuti inconsci che sono strettamente collegati alle difficoltà psicofisiche, relazionali, comportamentali e/o esistenziali del paziente.

La trance, sia essa regressiva che non regressiva, è in psicoterapia di importanza fondamentale perché, facendo tacere il continuo lavorio mentale che giorno dopo giorno logora l’individuo, facilita il raggiungimento del benessere psicofisico; essa inoltre permette di accedere alla dimensione emotivo-spirituale del paziente e di influire sui processi che in ogni istante si svolgono a livello somatico.

I pensieri, le preoccupazioni, i dubbi, le aspettative e i progetti allontanano l’uomo dalle sue radici, dalla sua parte più profonda, il Sé, inoltre lo proiettano verso l’esterno e lontano dal tempo presente: questi contenuti mentali lo spingono quindi a viaggiare nel tempo e a soffermarsi sugli eventi già accaduti oppure su quelli che dovranno ancora verificarsi; in questo modo però gli impediscono di vivere pienamente le sensazioni del corpo che vengono a galla solamente nel presente. In questa situazione – in cui la mente è predominante - il corpo può allora avere maggiori possibilità di attirare l’attenzione su di sé attraverso il linguaggio patologico dei sintomi.

Nella trance invece la mente si spegne e il corpo si rigenera: infatti, i muscoli rilassati fanno entrare in circolo l’energia prima trattenuta e aprono la porta che consente l’accesso alla nostra cassaforte interna (l’inconscio), dove risiedono i simboli e le catene analogiche. Quando l’ego, la componente razionale della personalità, si addormenta temporaneamente e le difese interne cominciano a cedere, possono cominciare ad emergere le immagini, i ricordi, le sensazioni, i sogni e le fantasie. Come sostiene Gamberini, lo psicoterapeuta non può chiedere o imporre al paziente di sostituire la veglia con lo stato ipnotico perché in questo modo rimarrebbe deluso: infatti, la trance – sostiene l’autore - potrebbe essere paragonata all’innamoramento; così come un individuo non può essere costretto a innamorarsi di un’altra persona, allo stesso modo non può essere trascinato in uno stato modificato di coscienza. Il paziente quindi permette a se stesso di entrare in trance, mentre il compito dello psicoterapeuta è quello di accompagnarlo e di facilitargli il passaggio dalla veglia allo stato ipnotico.

Nella trance regressiva vengono molto frequentemente a galla delle scene che si strutturano come vite precedenti o altre esistenze che si svolgono in periodi storici diversi. Tali immagini sono spesso strettamente legate alle attuali difficoltà del paziente che ha intrapreso il percorso psicoterapeutico (p.es. la morte per soffocamento in un passato vicino o lontano è in analogia con l’asma di cui soffre attualmente; oppure l’ustionamento in un altro periodo storico può rimandare all’eczema presente). Si possono inoltre verificare contemporaneamente delle scariche di emozioni fino a quel momento trattenute. Ricordo a questo proposito il caso di Mara, una paziente con un dolore persistente alla schiena, che in stato ipnotico ha vissuto intensamente una caduta da cavallo avvenuta nel 19° secolo, oppure la situazione di Elisa che, tormentata dalla paura immotivata di venire prima o poi abbandonata, ha evocato in trance due abbandoni verificatisi in epoche storiche diverse. Anche nella trance non regressiva, che può insorgere spontaneamente oppure dopo l’utilizzo di tecniche specifiche di rilassamento, comincia molte volte a emergere dalla bocca del paziente la descrizione di immagini che sono legate al suo stato clinico attuale (p. es. un paziente iperteso può cominciare a vedere a occhi chiusi un’automobile, simbolo del sangue, che viaggia ad altissima velocità su una strada stretta – la vena; oppure una persona con alopecia può riferire di vedere una terra arida, simbolo del cuoio capelluto, in cui le piante – i capelli - non crescono). Come nel caso della trance regressiva, anche qui ho potuto verificare nella mia esperienza clinica la comparsa dell’abreazione o catarsi, però con una frequenza minore. Un esempio di trance non regressiva potrebbe riguardare il caso di Antonio, un paziente cefalalgico, che in stato ipnotico ha sviluppato l’immagine di una casa, la cui soffitta era stracolma di oggetti, polvere e immondizia; in questo caso è evidente che la casa fosse la rappresentazione di Antonio e che la soffitta fosse il simbolo della sua testa, intasata dai continui pensieri e preoccupazioni. Anche Sabrina, una paziente con acne, ha descritto un’immagine legata alla morfologia della sua pelle: i brufoli sono diventati in questo caso numerosi vulcani in cui la lava si stava accumulando.

A volte però può succedere che durante la stessa seduta un paziente viri da uno stato ipnotico ancorato al presente a una trance regressiva. E’ il caso di Stefano, un paziente colitico, che dopo aver descritto una fognatura in cui l’acqua sporca si era prima accumulata e poi aveva cominciato ad allagare una strada (l’immagine si riferisce all’alternanza di stitichezza e diarrea), ha cominciato autonomamente a descrivere una sua morte provocata da una pugnalata all’addome in un periodo storico diverso dal nostro.

Tra la trance regressiva e quella non regressiva esiste quindi un confine molto sfumato poiché in entrambe vengono a galla dei contenuti che provengono dalla stessa fonte – l’inconscio. Inoltre entrambe le trance sono a mio parere terapeutiche:

 

-          la trance regressiva permette di risalire all’evento che ha scatenato la sintomatologia attuale, e di liberare le emozioni fino a quel momento trattenute;

-          la trance non regressiva invece consente al sintomo del paziente di esprimersi attraverso le immagini; l’energia prima trattenuta viene sbloccata e il disturbo iniziale può cominciare a regredire.

Solamente a questo punto, dopo essersi liberato del disturbo, il paziente può cominciare a vivere pienamente il presente e a sintonizzarsi con la corrente dell’Uno con gioia ed entusiasmo.

                                                                                                               Dott. Andrea Zaghet

 

 Bibliografia:

 

Bona A.,

            L'amore maestro: molte vite per raggiungere se stessi, Oscar Mondadori, Milano 2006.

Gamberini G.,

            Ipnosi: dilatare la mente per conoscere e trasformare la realtà, Demetra, Firenze 2002.

Hirshberg C., Barasch M. I.,

            Guarigioni straordinarie: quando il corpo guarisce se stesso, Oscar Mondadori, Milano 1997.