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Questo articolo fa parte della categoria: Spiritualità

Angelo Bona

Le emozioni di transito e le centurie dell'ignoranza

03 Maggio 2009

Cari amici, esistono bassi livelli di consapevolezza ove le parole siedono sui troni dell’ignoranza, dimentiche di mondi vibrazionali più elevati. Il “fai da Dio” è un bricolage di massa che le allodole dell’insicurezza cercano di realizzare, accecate dagli specchietti di media senza scrupoli e di grilli parlanti a loro dire chiaroveggenti. Libretti di poche pagine e di alto prezzo di copertina sussurrano segreti di Pulcinella ed esortano ad utilizzare scongiuri e forme pensiero per costruire un destino radioso. La massa così viene plagiata come un gregge di pecore automatiche, che devono belare festose o tremare impaurite a seconda dei messaggi di Nostradamus in mala fede.
Non sottovalutiamo il livello emozionale da cui dipendono i nostri allineamenti o disallineamenti sulla via del  riassorbimento nell’Uno. Chi sparge semi di paura, seguiti da contraddittorie carote di serenità e Gioia, non produce altro che un’opera di confusione emotiva, che è la peggiore pandemia che disorienta attualmente la gente. Le centurie dei chiaroveggenti televisivi terrorizzano e subito dopo acquietano l’animo dei telespettatori, producendo un effetto di “doppio legame”, direbbe Bateson. Con ciò intendo le vettorialità emozionali sincroniche ed opposte l’una all’altra, che inducono  nel bambino un orientamento schizofrenogenico. La mamma produce nel piccolo una drammatica confusione emotiva esortandolo ad avvicinarsi proponendogli un caldo abbraccio, per poi respingerlo bruscamente ricacciandolo nella disperazione. Emozioni ambigue e contraddittorie sono nefaste, perché disallineano il soggetto dall’orientamento all’Uno. Le centurie catastrofiste, le previsioni di fallout atomici, gli aruspici di tragedie ambientali e di guerre stellari, seguite da paradisiaci scenari di redivive età dell’oro, sono la peggiore divinazione a cui oggi purtroppo siamo assogettati. Il business del 2012 sta evocando dall’inconscio collettivo i mostri biblici, i draghi di fuoco e i demoni cornuti che devono restare sopiti sui fondali dei nostri abissi interiori. Ho ascoltato le parole di una paziente di Milano che, terrorizzata dai saputi delle canalizzazioni della paura, stava per farsi costruire un rifugio antiatomico sotterraneo nel giardino di casa. Altri aspiranti all’eternità terrena stanno acquistando sorgenti  d’alta quota per poter almeno bere, schivando la possibile contaminazione delle falde da radionuclidi. Perché dobbiamo sopportare il fearmarketing (mercato della paura) ed i deliri di chi sta razziando le tasche e le coscienze con il solo fine di una propria esaltazione egoica e materiale? Nelle canalizzazioni avvenute nel mio studio non ho mai accettato previsioni di catastrofi, diluvi e apocalissi. La paura è un'emozione che abbassa irrimediabilmente la nostra consapevolezza spirituale e ci spinge verso gli orbitali più bassi dell’ignoranza e della difesa psicologica. Esistono invece delle emozioni di transito, quali la Gioia e la Serenità, che possono favorirci una successiva ascesa verso i livelli più elevati della nostra stairway to heaven. Mi sto riferendo a Patanjali e a quelle che lui chiama bhumi o universi di consapevolezza del Raja Yoga. Si tratta delle sette dimensioni dell’Essere che vanno dalla più bassa, quella della parola inconsapevole, a quella della totale riunificazione con la divinità, che è rappresentata da ciascuno di noi. Il palpito dell’Uno in versione ampliata è un cammino di elevazione e di evoluzione di un'astronave-uomo fino alla reitegrazione del Sé soggettivo nell’Amore. E' un esempio di equilibrio emotivo, in cui non viene mai evocata la strategia del terrore. Il Samadhi è la meta del cuore e non si può pensare di raggiungerlo se siamo disorientati da emozioni fuorvianti. Nessuno conosce con certezza le scadenze delle apocalissi e dei giudizi universali ed è molto più redditizio in termini spirituali coltivare con armonia il proprio orticello animico, allontanando sibille deliranti e cassandre della mala sorte. Non pensiate che stia adottando la strategia dello struzzo o le difese del qualunquismo. Sto valutando l’unica strada di ritorno a noi stessi, che la paura ci farebbe irrimediabilmente perdere. Le bhumi superiori sono lì che ci aspettano e intonano una malodiosa canzone che parla degli archetipi di luce, della meditazione e della trance regressiva e trascendentale. Distaccandoci dall'angoscia mediante l'abreazione delle impronte (samskara) del nostro karma, abbiamo l'opportunità di scoprire la nostra vera Essenza. Oltre i confini invisibili dello spazio-tempo, dopo la ricongiunzione con lo Svarupa, il dio manifesto che ognuno di noi è, esiste un ulteriore passo verso un oceano di Felicità senza oggetto, che si chiama Amore.