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Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Angelo Bona

05 Ottobre 2005

Cari amici dell'A.I.I.Re.,
la mia più che ventennale esperienza durante la quale ho seguito migliaia di pazienti è approdata ad un'importante definizione: la LEGGE KARMICA EMOZIONALE (LKE), principio esistenziale di cui vi voglio far partecipi. Per comprendere la parola karma dobbiamo pensare che ogni nostra azione abbia un significato destinico. Non intendo soltanto l'accezione morale o etica del nostro agire, dobbiamo pensare che ogni nostra scelta costruisca qualcosa. Cosa? Il nostro destino futuro. Secondo un'interpretazione che proviene dall'India, la vita non è limitata ad un unico iato esistenziale, ma come esistono vite precedenti così vi sono vite future. Proviamo a ragionare in questo senso: certamente se esistono esistenze passate, avremmo agito, ci saremmo comportati correttamente o meno nei confronti degli altri e di noi stessi. Il karma costruisce il nostro destino e quindi anche la nostra malattia attaverso l'emozione. Vorrei precisare che ancor prima di una normativa individuale esiste a mio parere una filogenesi karmica da cui dipende quella biologica e che trascende il singolo: si tratta di una causalità insita nell'Essere.
Ritengo che gli stati emotivi che in vite precedenti abbiamo indotto agli altri tra cui i cattivi affetti della rabbia o collera, della colpa, della paura ritornino nel corso delle esistenze future. La disperazione, l'impotenza, in sintesi il dolore morale o fisico che le nostre azioni passate hanno arrecato agli altri rigenerano come causa e caratteristiche della malattia attuale. La parte biologica e psicologica del morbo sono soltanto i gusci esterni di una semeiotica spirituale e karmica. La patologia è un'eco riflessa, un rispecchiamento emozionale e biologico di quanto noi abbiamo prodotto negli altri e in noi stessi nel corso delle vite. Il destino confeziona la riedizione del dolore morale e fisico che abbiamo prodotto su noi stessi e sul prossimo nel nostro cammino esistenziale. Ad esempio non credo che i gravi sensi di colpa di una depressione o l'angoscia subìta durante un attacco di panico siano casuali. Non penso che la disperazione di un abbandono o la paura conseguente ad un'aggressione siano fortuiti o accidentali. Il karma parla attraverso le emozioni in un riverbero, in un do ut des e questo ritorno ha un significato non solo educativo, ma anche maieutico, perchè fondamentalmente siamo noi causa del nostro morbo e noi educatori e medici di noi stessi attraverso la sofferenza. Comprendiamo tramite l'emozione e grazie ad essa diveniamo consapevoli all'Amore. E' attraverso l'emozione che sentiamo di odiare. La collera non è un concetto intellettuale è un'emozione. La paura non è un'idea astratta ma un disagio profondo fino all'angoscia. Questo solfeggio, questo pathos che ogni giorno siamo destinati a ripercorrere può educarci alla malattia come può riportarci alla salute lungo il corso delle vite. E' importante quindi non recidivare le stesse emozioni per non riprodurre gli stessi morbi. Il dott. Hamer parla di "shock imprevisti", di "conflitti di perdita", di "conflitti di frustrazione" ecc. Io sostengo che tali traumi non siano gli incipit della malattia, ma che la sorgente sia ben più antica e risulti spesso pregressa allo iato esistenziale attuale. Sono affetti di ritorno quelli che ammalano come boomerang karmici che un tempo abbiamo lanciato contro gli altri o contro noi stessi. Peraltro vorrei specificare ancora meglio questa legge spirituale. Dal mio punto di vista non esiste una paura, una colpa, un dolore che sperimentiamo maggiore o minore rispetto a quello che abbiamo proiettato sugli altri in questa esistenza o nei tempi arcaici. Questi rivissuti di stati d'animo non sono simillimi, ma identici alla causa che li ha generati, poichè la giustizia di Dio non ci invia ciò che non siamo in grado di sopportare nè più di quanto abbiamo determinato. Naturalmente non si tratta di punizioni e non mi appartiene il concetto di espiazione o di peccato, nè di inferno, purgatorio e paradiso.
Il dolore riverbera nel futuro educandoci tramite la malattia e la sofferenza alla consapevolezza dell'Amore.
Quella che ho definito LEGGE KARMICA EMOZIONALE enunciata qui per la prima volta alle ore 9,30 del 14 agosto 2005 secondo me è alla base di ogni problema patologico.

Una seconda osservazione biologico-spirituale consegue alla prima: la presenza dei NUCLEI DI TENSIONE KARMICA (NTK).
L'evento disarmonico o anti-dharmico, genera di per sè un NTK o Nucleo di Tensione Karmica che se non viene fatto sfogare con un'ABREAZIONE, continua a espandersi, a tendersi producendo DOLORE.
Il Dolore è l'unico stimolo evolutivo che ci costringe a ricercare l'Amore. La regressione ipnotica è una metodologia per disinnescare e "sgonfiare" gli NTK. Che strano scrivere quanto ho capito in ventitrè anni di lavoro in una sintesi così apparentemente elementare!
Nel nostro karmasaya, cioè nel deposito di tutti i karma, vivono questi nuclei di tensione che sono la dinamo per la nostra crescita spirituale e sono localizzati nel cuore. Non proviamo paura, angoscia, rabbia in una spalla o in un ginocchio ma sperimentiamo queste emozioni nel cuore. Esso può arrivare a farci sentire un dolore sordo quando stiamo male o una profonda gioia quando camminiamo nell'armonia. Ancora è nel cuore che esplode il samadhi o emozione d'Amore assoluto che ci unifica all'Essere, dissolvendo la separazione del nostro piccolo ego. Nel samadhi raggiungiamo la terra del Sè e ci liberiamo dalla catena delle rinascite vivendo nell'emozione suprema: l'Amore di Dio. Quando il nostro cuore è gonfio di dolore non è possibile rimuovere gli NTK, gettarli nel dimenticatoio e renderli silenti. Occorre scovarli, snidarli comprendendo il messaggio in essi insito. Una volta individuati tramite l’ipnosi regressiva o il sogno notturno di regressione o la meditazione si deve decifrarne il codice karmico-emozionale e ciò richiede un attento e scrupoloso lavoro linguistico-simbolico di retorica psicoterapeutica. Quando la combinazione scatta, il paziente abreagisce con il pianto.
Durante la seduta d’ipnosi regressiva si verifica una scarica emozionale che deve giungere alle radici più profonde del conflitto. Ho parlato di "radici" (al plurale) per specificare che estirpare ogni sorgente del disturbo è essenziale per non farlo rigenerare. Forse in questo Nonno Freud incontrò dei limiti che demotivarono il suo impegno verso l'ipnosi.
Lascio sfogare i soggetti in questo abreagire "a dirotto", incitandoli a non provare imbarazzo, a non vergognarsi delle proprie emozioni. Il pianto catartico è un'esperienza meravigliosa e liberatoria al termine della quale esplode una seconda "bolla" antitetica ma complementare alla prima: il nucleo della gioia. Appena vedo emergere la luce della felicità, la incentivo persino con un gesto ironico, una frase buffa. Il paziente a questo punto ride convulsamente. Ho assistito a sfoghi esilaranti durati diversi minuti ed anche in questo caso sono le lacrime a dirmi che si è raggiunta la radice del riso.

Chiamo questa catarsi di doppia polarità ABREAZIONE PIANTO-RISO EMOZIONALE (APRE). Una APRE è un toccasana per la detensione dei nuclei NTK.
Non tratto mai insieme diverse “bolle” di tensione emotiva, ma mi dedico ad una sola di esse. Anni di osservazione mi hanno portato alla conclusione che esista una reazione a catena di riequilibrio karmico. Riuscire a recuperare l'energia spirituale incarcerata in un NTK incrementa l'attitudine del soggetto a risolvere altri nuclei tematici ed inoltre facilita il ripristino di un'armonizzazione affettiva e psicologica. La dissoluzione di un NTK permette al paziente di sviluppare un salto quantico di energia spirituale lungo il suo processo evolutivo. La sintomatologia esterna più evidente consiste in un maggior entusiasmo e in un'accresciuta creatività che egli comincia ad infondere in ogni settore della propria esistenza. Se le "bolle" della sofferenza lasciano libero il Sè di esprimersi fiorisce l'Amore per sè e per gli altri.
Un'ulteriore legge penso di aver appreso dalla mia esperienza: quella della MATURAZIONE DEGLI NTK. Alcuni NTK possono essere troppo “acerbi” per pretendere di farli abreagire. Anche i frutti del karma richiedono fasi di maturazione biologico-spirituale. Questa può essere la ragione per la quale non esiste una matematica certezza che una “bolla” possa essere curata.
Gli NTK sono certamente condizionati anche dalle emozioni e dai conflitti della vita attuale che anche la psicoanalisi può coadiuvare a risolvere. Essa però non estirpa le radici emozionali-karmiche del disturbo come invece l’ipnosi regressiva può tentare di fare.
Un'altra conclusione a cui sono giunto è quella che esista nelle vite una COAZIONE KARMICA EMOZIONALE.
Si tratta di una legge destinica secondo la quale si reiterano accadimenti conflittuali della stessa natura nel corso del tempo al fine di enfiare o di tendere gli NTK. Non è casuale che esistano recidive e provocazioni del fato che continuano a porci di fronte alla stessa tematica. La vita è maestra di ripetizione emozionale e ci esorta a crescere fin quando non abbiamo appreso la lezione del dharma.
La progressiva dissoluzione degli NTK è una delle strade aperte all'evoluzione dell'Essere, uno yoga di graduale liberazione. Esiste d'altra parte un'eccezione che conferma la drastica legge del karma: essa esula da ogni giogo, da ogni costrittiva prova. Mi sto riferendo alla Grazia di Dio che dissolse la tenebra e quindi anche gli NTK dal cuore di Saulo sulla via di Damasco o del ladrone di fianco alla croce di Cristo. L'accoglimento dell'Entusiasmo divino favorito dall'APERTURA DEL CUORE in un improvviso parto di Fede può essere in grado di rischiarare improvvisamente la tenebra del karma, al di là di qualunque legge biologica e spirituale. "Oggi sarai con me in Paradiso": questo risponde il Cristo a colui che non sceglie il lungo sentiero, ma spalanca l'estasi del proprio Sè all'accoglimento dello Spirito Santo. In questo modo può essere guarita eternamente la vera malattia dell'uomo: l'ignoranza.

Un'altra considerazione che voglio esporvi è quella della REFRATTARIETA’ KARMICA CONNATURALE O ACQUISITA. In un soggetto può sussistere un blocco karmico apparentemente invalicabile integrato nella sua struttura spirituale che di per sè è irraggiungibile alla terapia regressiva. Non sto parlando in questo caso della responsività del paziente all'ipnosi, magari egli manifesta un'ottima sensibilità alla trance e al suo approfondimento, ma non accede costituzionalmente al lavoro sugli NTK.
Di rimando tale refrattarietà può essere acquisita. Noto una grande difficoltà nell’approdo agli NTK se il paziente è stato trattato inconsapevolmente da cattivi “curanderi” o se non è maturo per affrontare se stesso. Esiste un programma spirituale di rispetto che non permette di usare metodologie selvagge e password sbagliate lungo la perigliosa via d’accesso al Sè. In questo caso si tratta di una sorta di immunità acquisita alla regressione in soggetti maltrattati da incompetenti. Purtroppo in Italia e altrove pullulano loschi figuri o self made men che senza la debita preparazione si divertono a disastrare il Sé della gente. Esistono ciarlatani che disconoscono l'estrema complessità dell'edificio emozionale, psicologico e karmico dei soggetti che trattano. La faciloneria e la presunzione favoriscono persino la paranoia di poter seguire gruppi di persone, quando già un singolo individuo rappresenta un onere di difficoltà e di responsabilità estremo. Diffidate dai falsi guru e non pretendete come molto spesso accade che sia io ad aggiustare delicati ingranaggi rotti da altri.
Ricordo una paziente resa immune da un improvvisato sciamano che non riuscii ad aiutare perchè aveva sviluppato una fobia alla trance invalicabile.
Vorrei apporre un copyright a questo articolo perché ci tengo a rivendicarne la paternità, esso è ancora spontaneo e da rivedersi nella forma, ma contiene un “concentrato forte” di esperienze professionali che penso vi emozionerà.
Buona Emozione e Buona Vita Angelo Bona

LEGGE DI CONSERVAZIONE KARMICA EMOZIONALE (LCKE)

Traggo spunto da una e-mail pervenutami per riprendere, credo, importanti considerazioni sulla LKE (Legge Karmica Emozionale). Ecco il messaggio di Katia:
“Perchè non viene più svolto il lavoro di ipnosi regressiva? Io vorrei tanto sottopormi ad alcune sedute per vedere se è possibile venire a capo e risolvere instabilità psicologiche e comportamentali che mi affliggono e rendono la mia integrazione fra gli altri molto difficile. Soprattutto tanta insoddisfazione, amarezza e molta molta molta rabbia, alternata a periodi di grande senso di vuoto, inutilità e tristezza. A nulla sono serviti psicologici e medicine. Non potrebbe il problema avere radici che affondano molto più in profondità e indietro nel tempo? Amo tantissimo gli animali di cui mi circondo, anche se a volte odio anche loro, ma le persone...le persone...ne ricavo quasi sempre o grande rabbia o dolore, ferite, lacrime. So che il problema è mio...ma non so più come gestire questa rabbia immensa che cova e cova e spesso esplode in atti plateali che portano gli altri ad avere paura di me. La cosa più curiosa? Adoro che le persone abbiano paura di me, perchè le voglio lontane. Katia”.
"Cara Katia, non mi risulta che non si svolga più il lavoro di ipnosi regressiva, forse volevi dire un'altra cosa.Pur non conoscendoti sento che la tua è un’estrema prova karmica. Sei al massimo della tensione emozionale e l'alienazione dall'amore fa nascere in te i sentimenti ad esso antitetici. La rabbia, l'odio hanno la loro radice nella paura e nella disperazione. Di rimando la reazione consequenziale sarà di natura antropofagica o autofagica.Cioè l'individuo deprivato d'amore cercherà di inglobare il mondo esterno per dominarlo in un' utopistica tensione bulimica oppure tenderà ad autodistruggersi manifestando una risposta anoressica o autofagica. In te sono attivate entrambe queste funzioni ed è molto difficile aiutarti perchè anche il terapeuta verrebbe sentito dai sensori del tuo radar come potenziale nemico anche a livello inconscio. Un'altra chance illusoria che sviluppi è quella di proiettare la tua paura sugli altri con il sillogismo: se faccio paura non sono impaurita. Non tiene, Katia. Sei colma di terrore e non guarirai di certo metamorfosando in terrorista. L'unica possibilità è che tu e Dio decidiate di percorrere una sana psicoterapia regressiva. Buona Vita Angelo Bona".
Vorrei ora soffermarmi su questa risposta perchè essa ha dato nuova linfa alla LKE (Legge Karmica Emozionale).
Dobbiamo a Lavoisier (seconda metà del '700) l'affermazione “In natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Questo principio generale può essere applicato a molte grandezze fisiche quali la massa, l'energia, la carica elettrica. Einstein, per esempio, ha dimostrato che massa ed energia si possono trasformare l'una nell'altra e viceversa (come avviene nelle reazioni nucleari).
Un fondamentale assioma psicologico (con copyright) che credo di poter formulare è che anche le nostre “emozioni” sono assoggettate in senso lato ad un principio di conservazione. Posso chiamarla Legge di conservazione karmica dell’Emozione (LCKE) valutando che l’energia emozionale dell’individuo deve comunque stabilizzarsi in un equilibrio. Non pretendo certo di proporvi una fisica delle emozioni, ma voglio soltanto affermare che una sottrazione d’Amore produrrà un inevitabile incremento di altri purtroppo cattivi affetti quali la rabbia, la paura, l’odio, la colpa, l’invidia ecc. L’angoscia derivante dalla deprivazione d’Amore non può quindi dissolversi, annullarsi, ma muta in sentimenti ad essa complementari ed antitetici. Essi sono quindi generati dall’alienazione dell’Amore e determinano reazioni antropofagiche o autofagiche oppure entrambe. Il soggetto che diviene antropofago tenta di dominare il mondo inglobandolo in sé. Egli dà vita ad una psicotica bulimia illusoriamente tesa ad acquietare la paura (paura di) e l’angoscia. E’ l’anaconda che allarga a dismisura la bocca per ingurgitare un mondo ostile e alieno che egli teme. E’ l’antropofago che non riuscendo a ingurgitare il resto da sé si autoaggredisce. L'esempio più ecclatante di questa modalità di comportamento nella storia è stato Adolf Hitler che dopo aver cercato di fagocitare il mondo, ha rivolto le proprie fauci verso se stesso, togliendosi la vita il 30 Aprile 1945 nel Bunker della Cancelleria di Berlino.
Assistiamo tutti i giorni ad azioni di scellerata bulimia sociale da parte di individui che indipendentemente dal loro valore patrimoniale (spesso ingentissimo) continuano ad aggredire il resto da sé, a straziare la natura, ad ingozzarsi di potere e di possesso. E’ impensabile che individui in stato antropofagico o autofagico vengano posti a capo del mondo. Occorrerebbe riconoscere i reggenti della terra in base alla loro evoluzione karmico-spirituale ed impedire che le “anaconda” reggessero le sorti planetarie.
Di rimando l'autofagocitosi è tipica del comportamento anoressico. Assistiamo purtroppo sempre più frequentemente a reazioni psicopatiche di madri che uccidono i propri figli, a scompensi di individui che divengono improvvisamente assassini sanguinari. Le cronache non riportano l’epidemia di suicidi che stranamente si verificano anche in società ricche se non opulente quali la Svezia , la Norvegia , gli Usa, ecc.
Manca l’Amore, ecco cosa difetta all’uomo sociale, a questa pedina sperduta nei backgammon delle megalopoli o nelle sordide e violente periferie delle città. All’estremo la carenza d’Amore genera inevitabilmente la guerra, il potlach di massa ove non più il singolo, ma le nazioni divengono iperfagiche nel tentativo di garantirsi la sopravvivenza a discapito degli altri. Ritengo inoltre che le reazioni affettive estreme a cui ho appena accennato posseggano una fondamentale radice karmica. Non è pertanto casuale, ma causale che l’individuo venga sconvolto da questo turbine emotivo. In natura, potrei affermare nulla si crea che non venga proiettato nelle nostre vite future, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma divenendo il nostro obbligatorio destino. Chi aggredisce verrà aggredito, chi fagocita verrà fagocitato, chi odia subirà l’odio.. E’ inevitabile che la sofferenza karmica generata dal disorientamento dell’Amore obblighi prima o poi l’individuo a prendere coscienza di sé invertendo il vettore della fagocitosi o dell’autodistruttività. E’ tramite l’emozione che il dharma ci educa con rigore ed in modo irreprensibile al rispetto dell’Amore. La libera scelta orientata dall’odio costringerà tramite la sofferenza nelle vite future ogni essere ad un rinnovato arbitrio d’Amore.

Buon Amore Angelo Bona