Articolo
Angelo Bona
I bambini di Beslan
18 Marzo 2005
Nessun uomo può compiere atti così efferati e feroci, l’Innominabile orchestra il suo lila e innalza un funebre inno alla macabra gioia. Il Male danza la liturgia della morte che i bambini di Beslan non posson più cantare. Tenebra nelle pupille dell’arcangelo che sorregge sulle nere ali il greve segreto. Non è jihad o terrorismo, non è plagio d’anima o possessione. Sono i colpi di coda di un’orca che uccide senza fame, che dissangua l’azzurra luce delle galassie. Dio osserva silente, ineffabile non riuscendo a interdire il libero arbitrio di formichieri sanguinari, di licantropi antropofagi, delle ecati dai grinzosi cuori divoranti gli astri cadenti. DOLORE! DOLORE! DOLORE! In questa sera calda e triste provo DOLORE per Beslan per la violenza subita dall’epifania trucidata, per gli incubi che hanno sventrato il cielo, per ogni carezza che non potranno accogliere. Ti prego Dio degli eserciti di Luce sorridimi, acuisci il mio sguardo affinché io possa ammirare quel fiore che hai fatto germogliare nei celesti pascoli per profumare l’anima di ogni bimbo di Beslan. Angelo Bona