Angelo Bona
I CORSARI DELL'ANIMA
18 Marzo 2005
Qualche settimana fa con entusiasmo accolsi la notizia che una collega americana mi aveva cercato e che avrebbe ritelefonato la stessa sera per prendere contatto con me. Ilaria mi disse che era italo-americana, aveva letto il mio libro L’Amore oltre la vita e che essendone rimasta entusiasta voleva chiedermi una collaborazione. Più tardi, l’accento arrotondato di un’inflessione straniera replicò festoso al mio pronto. Mi accertai immediatamente che quel sostantivo "collega" non fosse un’appropriazione indebita, un titolo che l’interlocutrice si era arbitrariamente assegnata. Ne derivò un calo verticale della mia iniziale euforia; la Dott.ssa A.S, non solo non era psicoterapeuta, medico o psicologo o quant’altro, ma non aveva alcuna preparazione clinica. "No" mi disse spudoratamente "qui in California non serve essere psicoterapeuti per esercitare, si partecipa a un corso di tre mesi e poi si può aprire uno studio". Ero basito, avvilito, stranito! Iniziammo un piccolo dibattito su quanto importante fosse a mio avviso la qualifica professionale e l’esperienza clinica; ad ogni mia affermazione replicava che da loro non era così essenziale. "Ma quante ore" le chiesi un po’ esasperato "hai passato in un ospedale psichiatrico per conoscere le patologie gravi, per renderti conto delle infinite varianti delle malattie mentali? Che tipo di formazione personale hai? " Zero, un Ground Zero! Sembrava non capire. Dopo alcuni minuti mi rivelò di essere in realtà una giornalista laureatasi in scienze politiche proprio qui a Bologna. Si era poi trasferita a Beverly Hills ove esercitava la sua "professione"; partecipava a convegni, trasmissioni televisive e radiofoniche, seguiva centinaia di pazienti ed a suo dire curava persino le psicosi. Purtroppo ho ben presente cosa sia una schizofrenia e questa sua ultima boutade mi contrariò completamente. Le spiegai che il mio atteggiamento apparentemente così antipatico nascondeva un’importante motivazione. L’ipnosi è da sempre osteggiata dalle scuole di pensiero diciamo più "ortodosse" proprio perché è stata ed è patrimonio di operatori non qualificati, di avventurieri e cercatori di pepite. Niente da fare, manifestava un’ ignoranza diagnostica e clinica assoluta, ma la sua vela non accennava nemmeno lontanamente a perdere l’assetto verticale. Da loro era la prassi, la consuetudine, tutti potevano esercitare l’ipnosi. Ancora mi spiegò che seguiva gruppi di persone in week-end di full immersion in ciò che definiva trance. Mi invitò a trasferirmi a Beverly Hills perché con la mia esperienza avrei fatto faville: "Tutti qui hanno bisogno dell’ipnosi, molte persone stanno male". Terminai la telefonata molto amareggiato, non solo per ciò che mi aveva detto, ma perché dal dialogo era emerso un tragico spaccato dell’ attuale degradazione dell’ipnosi. Internet docet e se si vuole avvilirsi moralmente basta navigare sui siti che trattano dell’argomento. Compariranno sorridenti personaggi, un po’ sovrappeso dalla non precisabile qualifica che si proporranno come terapeuti. Uno di essi di Miami cura con l’ipnosi persino al telefono e ....spero che non gli cada!. Dopo questo cappello introduttivo di paglia sporca, vorrei spiegare più a fondo il motivo per cui la giornalista Dott.ssa A.S può nuocere alla gente. Partiamo dalla differenza tra la parola ipnosi e il termine trance. Il primo sottende un’ accezione di sonno e deriva dall’onirico re Ipnos; la seconda proviene da transire, con il significato di attraversare. Da questo apparentemente banale distinguo deriviamo i due vettori, le direzioni verso cui possono tendere i due termini in realtà assolutamente non sinonimi. L’ipnosi che addormenta la coscienza, non è equivalente alla trance che valica le difese inconsce per risvegliare lo spirito. Uso ogni giorno la parola ipnosi, naturalmente con il suo significato di trance. Quindi parliamo pure di ipnosi, ma il termine di dominio pubblico deve essere ben riconnotato eliminandone i significati più deformanti apportati dagli operatori dell’ignoranza e non della cura. Sporcano il sostantivo coloro che ne usufruiscono a fini di condizionamento delle coscienze e di indebita professionalità. L’ipnosi nella sua definizione più degradata è plagio, abisso, oscuramento, la seconda, la trance è risveglio, elevazione, apertura del cuore. La giornalista A.S dovrebbe capire che "quattro passi nell’inconscio degli altri" non si possono fare senza una corretta formazione o preparazione. Anche qui in Italia operatori non consapevoli seguono gruppi di "incoscienti", pestando con le scarpe sporche nell’inconscio altrui. Valicano il guado dell’anima del prossimo, ma non per apportarvi un fiore. Penetrano nella coscienza dei malcapitati, non sapendo poi come realmente agire. Non basta porre in trance un soggetto, occorre soprattutto saper gestire il suo portato conflittuale; occorre conoscere come elaborare i messaggi linguistico simbolici che sgorgano dal profondo, in una parola necessita saper fare terapia e non una passeggiata. Molti naufraghi di "terapeuti" non consapevoli approdano nel mio studio con la chiglia rotta. "Ho incontrato uno sciamano che mi ha letto le vite, ma ora sono piena di sensi di colpa perché mi ha detto che avrei ucciso una persona in battaglia". Mah, intanto occorrerebbe approfondire cosa vuole dire sciamano. Era o no un Tunguso doc? Forse il termine proviene dall’arcaico sciacquare suppellettili o piatti, oppure da sciame o ancora da scià (persiano) o da sciò... pussa via! Non ne sono totalmente sicuro. C’è chi legge Laura e chi l’Antonietta e chi asserisce di essere sensitivo, cioè di rispettare i sensi unici. Per altro credo che molti "sensitivi" provino facilmente disgusto. "Mi fa senso" mi disse infatti uno di loro. Non voglio deridere fenomeni paranormali nei quali credo ed alte personalità come Roberto Setti, ma il ciarpame dei "dotati" è sempre più in aumento. Hanno tutti shiddi e poteri! Volano fuori dal corpo come se piovesse..."Ho partecipato ad un gruppo" mi racconta ancora una signora "e ad un certo punto sono entrata in una vita precedente, ma la conduttrice (non psicoterapeuta) non ha saputo gestire una mia pesante reazione emotiva. Da quel momento sto peggio di prima, dottor Bona, mi può aiutare?". Non so signora se sarò in grado di soccorrerla, l’unica mia certezza è quella che gradirei rivolgermi alla naturale sofferenza dei pazienti e non a quella arrecata da disonesti corsari dell’anima.