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H.K.

Il dott. Luna

21 Marzo 2005

"Attorno al 1780, si sparse a Berlino voce, della strana e spettacolare pratica medica del dottor Weisleder.Questi compiva i suoi "miracoli" all'interno di un'enorme ex birreria , al di fuori della quale, giorno dopo giorno, andavano formandosi sempre più lunghe e nutrite code di malati o sedicenti tali.Tra costoro svettavano in numero tutti coloro i quali risultassero del tutto inguaribili rispetto alle leggi mediche del tempo. Weisleder attuava le sue terapie esponendo i propri pazienti nientemeno che ai ...raggi lunari. Ciò gli valse il soprannome di Dottor Luna. Nel 1783 girò voce per Berlino che una signora della buona società avesse trovato il giovamento risolutivo da tali terapie. Di colpo Weisleder divenne una celebrità. E così , se mentre i clienti del Dottor Luna dei primi tempi erano appartenenti ai ceti meno abbienti , al calar del sole , ormai ricche carrozze e fastose marsine , iniziavano a sostare sempre più di frequente innanzi al tempio della "Luna Curante". Durante le lunghe attese, i pazienti di più lungo corso, spiegavano ai neo-adepti, che il dottor Wiesleder, operava solo con la luna in fase crescente. Non solo : chi già riteneva di essere guarito, affermava di tornare solo per l'incanto mistico dell'esperienza... All'interno della birreria , uno spettacolo inconsueto e stupefacente accoglieva il visitatore:accalcata nel salone stava una folla eterogenea, ove erano rappresentate tutte le classi sociali e le etnìe. Attraverso le alte finestre del lato nord del grande salone, una luce argentea penetrava con strane angolazioni:il dottore e la moglie -evidentemente anch'ella in grado di somministrare la terapia- visitavano al secondo piano dell'edificio: da tale luogo talora provenivano urla e grida che avvaloravano sempre più la convinzione circa l'ennesima guarigione miracolosa.Una volta arrivata al secondo piano, la coda dei pazienti si divideva in due tronconi: uno in direzione della stanza rivolta a nord, dove esercitava il dottor Weisleder, l'altra in direzione di una stanza a sud, dove la moglie del dottore visitava solo le signore. Dopo ore di attesa e trepida speranza, si riusciva a giungere al cospetto del Dottor Luna, un ometto di mezz'età, dai tratti energici e il piglio nervoso. Il medico afferrava il paziente, intercettava la parte malata, la esponeva in direzione della radiazione lunare e, bofonchiando borborigmi inintelleggibili, scrutava con sentimento l'astro e , percepito il suo onorario, congedava l'ex malato. Nel frattempo, la moglie dello scienziato, attuava la stessa metodica nella stanza a sud ( sarebbe interessante capire come la luna potesse illuminare nel contempo il lato sud e nord dell'edificio...) . Evidentemente il solo pensiero o simbolo della luna erano sufficienti ad avere un reale effetto taumaturgico. Possiamo solo dedurre che Herr Wiesleder , se di medicina forse ne capisse poco, molto ne capiva di natura umana: si era reso conto che gli uomini non sempre hanno bisogno di logiche ferree o di dimostrazioni del potere scientifico, bensì di qualcosa che faccia una leva diretta sui livelli più profondi delle loro emozioni. La luna era una potente calamita per tutti i sogni, quale sempre era stata in tutti i secoli precedenti. Le immagini sono una scorciatoia efficace, vanno dritte al cuore, superando la mente, sede del dubbio e della resistenza. Attraverso l'occhio creano associazioni suggestive che accomunano la gente e suscitano emozioni collettive. Abbagliati dalla diafana luce di Latona, gli assistiti del dottor Luna , erano curati da una siderea vis medicatrix; ed è il risultato quello che conta. HK