Dott. Andrea Zaghet
L'atteggiamento verso l'ipnosi regressiva
09 Settembre 2006
Prima di iniziare il percorso psicoterapeutico che comprende l'utilizzo dell'ipnosi regressiva, molte persone possono sviluppare dentro di sé dubbi, paure e un eccessivo lavorio mentale. "Chissà se questa forma di psicoterapia funzionerà con me", oppure "Ho paura di perdere il controllo durante l'ipnosi". Questi sono due esempi di frasi che rivelano la proiezione dell'individuo verso il futuro, la perdita del contatto con il presente e l'attaccamento alla sfera mentale della personalità. Con la produzione continua di pensieri la mente dell'uomo fa di tutto per attirare l'attenzione su di sé e per mantenere il controllo della situazione, infatti ha paura di morire se l'individuo la fa tacere attraverso l'ascolto delle sensazioni corporee e dei propri stati d'animo interni. Però la strada che conduce alla luce che è dentro di noi non è quella che passa attraverso la mente: l'Uno infatti si manifesta nel silenzio, nella disponibilità ad accogliere il nuovo e nell'abbandono alla vita.
Oltre alle persone menzionate sopra, ci sono poi altre che prima di iniziare un percorso psicoterapeutico personale si documentano e in questo modo conoscono, mediante la lettura, le potenzialità e i limiti del metodo di cura che vorrebbero affrontare. E' il caso per esempio dei pazienti che prima di rivolgersi al dott. Angelo Bona hanno letto gli interessantissimi libri che ha scritto, oppure hanno compreso con il cuore (e non capito con la mente) la sua professionalità attraverso la lettura delle sue risposte sul sito. Se hanno compiuto questo passo, in questo caso sono riusciti a sintonizzarsi sulla sua stessa lunghezza d'onda e hanno contribuito alla crescita della massa critica, di cui il sito sottolinea l'importanza.
Il dott. Bona invita a non prendere alla leggera la psicoterapia karmica con pensieri superficiali quali "Vediamo cosa ne verrà fuori", ma di assumere un profondo impegno nei confronti di se stessi e di intraprendere questo percorso con umiltà. Il risultato della psicoterapia, infatti, non dipende solo dal "funzionamento o non funzionamento" dell'ipnosi regressiva su un determinato paziente, ma anche, e direi soprattutto, dall'apertura interiore della persona. Questo è, a dire il vero, un tema che non riguarda solamente l'ambito dell'ipnosi regressiva, ma di tutte le forme di psicoterapia. Come può infatti il professionista aiutare un paziente che non vuole mettersi in discussione e che rimane continuamente prevenuto e diffidente nei confronti della psicoterapia? Questo è il classico esempio del paziente che aspetta passivamente che lo psicoterapeuta faccia accadere il miracolo. Tale atteggiamento però è destinato spessissimo a fornire dei risultati insoddisfacenti: infatti, se tutto è Uno, allora questa barriera difensiva del paziente non viene posta solamente nei confronti dell'operatore, ma anche verso il proprio mondo interiore. Poiché quello che succede dentro (nel microcosmo) accade anche fuori (nel macrocosmo). Il Due non esiste, è pura illusione (Maya).
L'ipnosi regressiva ha in sé molte potenzialità e può portare a risultati veramente sorprendenti, però deve essere presente anche la disponibilità a "scoperchiare il vaso di Pandora", come qualche lettore del sito ha definito l'accoglimento dei sogni di trance depositati sul fondale dell'inconscio. Attenzione però: qui non sto dicendo che la persona debba giudicare tale materiale, altrimenti in questo modo ritorna in superficie a livello della mente (quest'ultima infatti giudica, analizza, confronta e sminuisce). Durante il percorso psicoterapeutico è invece necessaria l'osservazione di quello che può emergere dalle profondità dell'individuo. L'Uno infatti non si giudica, ma si contempla. E attraverso la contemplazione evolve senza sforzo, senza freni e senza spreco di energia.
La vita è come un fiume che scorre e che non si guarda mai indietro. E in quest'ottica dovrebbe essere letto, a mio avviso, il processo di regressione: non un tornare indietro quindi, ma un riconnettersi con la vita che fluisce e che conduce alla Sorgente.
Dott. Andrea Zaghet, psicologo psicoterapeuta riconosciuto AIIRe
Cari amici dell'AIIRe vi presento con questo primo articolo il dott. Andrea Zaghet di Trieste e Gorizia. Ho aggiunto una stellina nata questa notte al suo articolo perchè gli porti tantissima fortuna nella sua professione di psicologo psicoterapeuta specialista in ipnosi regressiva. Buona Vita Angelo Bona