H.K.
La rivalità fra due grandi condottieri
24 Maggio 2005
Nessuna rivalità fra condottieri è più famosa, nella storia cinese, di quella che vide la lotta fra Hsiang Yu e Liu Pang. Questi due generali iniziarono la loro carriera come amici, combattendo dalla stessa parte. Hsiang veniva dalla nobiltà; grosso e possente, portato all'ira ed alle esplosioni di violenza, piuttosto ottuso, era comunque un magnifico guerriero che si esponeva sempre alla testa delle sue truppe. Liu era invece di origine contadina. Non era mai stato un gran soldato e preferiva le donne e l'alcool alla battaglia. In realtà era un manigoldo. Ma era molto astuto ed aveva l'abilità di riconoscere i migliori strateghi e di farne di questi i suoi consiglieri. Così facendo, grazie ai suggerimenti altrui, aveva raggiunto i massimi gradi nell'esercito. Nel 208 a.C. il re Ch'u inviò due possenti armate alla conquista del potente regno di Ch'in. Un'armata andò a nord, sotto il comando di Sung Yi, di ciu Hsiang Yu era il luogotenente; l'altra, guidata da Liu Pang, si diresse direttamente verso Ch'in. L'obiettivo era la splendida capitale del regno, Hsien-yang. E Hsiang Yu, iroso ed impaziente, non poteva sopportare che Liu giungesse per primo nella città nemica e magari assumesse il comando dellìintera armata. Sul fronte settentrionale il generale Sung Yi, esitò a mandare in battaglia l'armata del nord scatenando le ire di Hsiang, che furioso, penetrò nella sua tenda e urlandogli che era un vigliacco traditore, gli tagliò la testa, assumendo di fatto il comando supremo. Senza attendere ordini marciò direttamente in direzione di Hsien-yang. Sapeva bene di essere un generale migliore e più coraggioso di Liu, il quale tuttavia, grazie a semplici ed agili manovre tattiche riuscì in breve tempo a conquistare la capitale avversaria. Hsiang rimase scosso da ciò e ne parlò col suo consigliere Fan Tseng, che gli parlò così: "Liu Pang è sempre stato avido solo di donne e ricchezze, ma da quando è entrato nella capitale non si è lasciato distrarre dal denaro, dal vino e dal sesso. Questo vuol dire che mira in alto...". E finì per consigliare Hsiang di sbarazzarsi,tramite un treanello, del rivale Liu. Disse al generale di invitarlo ad un banchetto nel suo campo e, nel mezzo della rituale danza delle spade, di ucciderlo. L'inviro fu spedito, Liu accettò e venne al banchetto. Ma Hsiang esitava a dare l'ordine della danza delle spade e Liu, che aveva subodorato qualcosa, con una banale scusa si allontanò dal festino. Comprendendo il suo errore Hsiang affrettò i tempi della marcia verso Hsieng-yang, questa volta determinato a uccidere il suo rivale. Liu, che non era mai stato tipo da ingaggiare battaglia quando le possibilità erano contrarie, abbandonò la città, che fu occupata da Hsiang che la mise a ferro e fuoco, uccidendone anche il giovane governatore. Hsiang, non contento, continuò ad inseguire Liu per molti mesi, costringendolo alfine in una piccola città fortificata dove, dopo un lungo assedio lo costrinse a chiedere la pace. Ancora una volta Fan Tseng mise in guardia Hsiang: "Distruggilo ora! Se lo lasci andare te ne pentirai!". Ma Hsiang decise di essere misericordioso: voleva ricondurre Liu a Ch'u vivo e, innanzi al re, farsi riconoscere come suo capo. Ma Fan Tseng aveva visto giusto e, durante i negoziati di pace, Liu riuscì a fuggire con un piccolo esercito. Hsiang impazzì dalla rabbia e si rimise sulle tracce del suo avversario. Durante uno scontro con una guarnigione di Liu, Hsiang catturò il padre di Liu in battaglia e, sollevato il vecchio, gridò attraverso le linee nemiche: "Arrenditi subito Liu Pang, o farò bollire tuo padre vivo!". Liu rispose in tutta calma: "Hsiang, tu ed io siamo fratelli di sangue, perciò mio padre è anche tuo padre. Se insisti a far bollire tuo padre abbi almeno la gentilezza di farmeme avere una scodella di zuppa e possibilmente calda!". Hsiang rimase a bocca aperta e lo scontro continuò. Poche settimane dopo, durante un'ennesima battaglia, Hsiang, nell'impeto della zuffa, sparpagliò sconsideratamente le sue truppe e, ad un tratto, si trovò circondato con pochi soldati, da un'intera compagnia di fanti ed arcieri di Liu. Di colpo le parti si erano invertite. Ora fu Hsiang a chiedere la pace. Il più autorevole consigliere di Liu gli consigliò di annientare Hsiang ed il suo esercito. "Lasciarlo andare sarebbe come allevare una tigre e poi pentirsi di essere sbranati". Liu colse il consiglio, indusse Hsiang ad una trattativa e, in men che non si dica, annientò tutto il suo esercito. Miracolosamente Hsiang riuscì a fuggire. Solo ed appiedato, riuscì durante la fuga a radunare un piccolo gruppo di suoi fedelissimi e disse loro: "Ho saputo che Liu Pang ha offerto mille pezzi d'oro e un feudo con diecimila servi per la mia testa...lasciate ora che vi faccia un favore...". Quindi si tagliò la gola e stramazzò a terra morto. HK