Articolo

Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Angelo Bona

LA TRANCE E IL GRADO ZERO DELLA MUSICA

18 Marzo 2005

Le tradizioni sciamaniche che affondano le loro radici nel mondo primitivo perseguono innumerevoli strade affinché l’uomo possa "transire", per compiere il salto spirituale nell’oceano assoluto del Sé. Per un aborigeno australiano, per un nativo americano credo che l’universo intero rappresenti un’infinita metafora musicale: il sussurro di un fiume, lo stormire dei rami, il sibilo del vento e oltre ogni limite di affievolimento del suono, il silenzio. Nel mio quotidiano lavoro le struggenti emozioni, la commozione empatica della trance divengono spesso fonti foriere di ispirazione musicale. Le storie cliniche dei pazienti sollecitano la mia creatività a convertire in note armoniche le parole, il respiro, le lacrime. Ritrovo questo sinolo di trance e melodia nei canti mantrici dei monaci tibetani, nelle salmodie vocali dei Boscimani australiani e nelle tradizioni di ogni cultura primitiva. Non tutta la musica è naturalmente capace di indurre uno stato di trance e il ritmo, la cadenza, la ripetitività soltanto se tradotte in armonia vibrazionale possono condurre nell’universo dell’ipnosi. La sovrapposizione sgradevole, specie se intensa e prolungata, di onde elementari, fenomeno acustico definito comunemente rumore non è certo induttiva delle estasi di Ipnos. Non dobbiamo banalizzare uno strumento quale il tamburo, valutandone solamente il ritmo essenziale ma considerare che in alcuni rituali quali il ndöp senegalese può comporre complesse e mutevoli melodie, variabili per accento e intensità. Una campanula, un piccolo sonaglio, un flauto dolce, una musetta (1) interpretano suggestivamente il linguaggio dell’incanto. Le tablas indiane, coppia di tamburi formata da un basso e da un acuto sono fortemente ammalianti, il sitar , pizzicato, accarezzato da abili mani evoca la trance dei raga . Dal flauto traverso (nay) che asseconda la danza dei Dervisci rotanti Mevlevi, navigando indietro nel tempo fino a riascoltare l’aulòs greco, un clarinetto tipico dei rituali dionisiaci ritroviamo il "transire" ipnotico che in ogni era la musica ha donato all’uomo. La melodia e il ritmo attivano parimenti alle parole pronunciate dall’ipnoterapeuta le funzioni simboliche ed emozionali proprie dell’emisfero cerebrale destro. Mi risulta impossibile nominare ogni strumento di trance: l’arpa celtica diviene tambura indiano fino a cristianizzarsi nei canti gregoriani monodici della preghiera musicale. L’induzione ipnotica necessita in primis del superamento delle barriere logico-speculative tipiche dell’emisfero cerebrale sinistro. La melodia, la vibrazione della parola e le tonalità della voce evocano l’immaginario, il fantastico, il deforme e il sublime. Facoltà e virtù "paranormali"affiorano dalla sopita ragione della trance e Dario, un paziente trentenne spiritualmente evoluto e appassionatamente collaborante, inizia a modulare in ipnosi profonda un mantra di dolcezza infinita. Ha parlato poi il segreto linguaggio della xenoglossia e al risveglio riascoltando il nastro registrato ha collocato tale idioma in un’ imprecisata area del centro Africa, forse il Burundi o il Congo. Ho ascoltato la voce di Dario provenire da un passato remoto, da un fiume che cercava un estuario. Durante la terapia mi parlò di un sentire profondo, di un sensitivo, a volte telepatico, ampliamento della percezione, ma non intendeva un semplice auscultare, un "far passare per le orecchie"( da auris e lueo) piuttosto un percepire, un intendere nel cuore, un respirare l’emozione: si era acuita in lui la capacità di porsi in totale ricezione della natura dell’uomo. Questo "tendere verso", questo "chiaro vedere" viene talora a manifestarsi, anche se raramente, dopo i percorsi di ipnosi regressiva. Nel libro di Vasugupta, Gli aforismi di Siva leggiamo che tutti i mantra sono costituiti da fonemi e che sono vitalizzati da una potenza sottile e suprema: da tale forza nascono le note del cuore definite anu o atomi di suono. La voce dell’anima canta con germogli di armonia, con un linguaggio subliminale, con una canzone che posso interpretare come il grado zero della musica(2). Dal connubio di queste due parole, ipnosi e musica, nasce una mia proposta editoriale, un libro che integri il messaggio delle note e delle parole: Étoile, Vita nella Vita songs, le canzoni dell’ipnosi regressiva che verrà a breve pubblicato anche per merito della solerte e amichevole stima del Centro Studi Italiani di Parapsicologia nella persona sincera e intelligente di Sandro Deriu. Alcuni significativi casi clinici seguiti nella mia esperienza professionale sono divenuti canzoni da me composte in prosa e melodia non certo per svilire o banalizzare il rispetto che ho nei confronti dei pazienti e della mia professione, ma per tradurre queste vite in messaggi emozionali. Sono brani cantati che descrivono le precedenti esistenze di persone vere , dei loro debiti e crediti karmici, dei loro percorsi destinici, delle elettive affinità dell’amore. Un progetto similare alla deandreiana antologia di Spoon River anche se al posto dei cimiteri collinari ho preferito parlare delle libere terre delle anime eternamente viventi. Non mi cimento peraltro come esecutore ed arrangiatore di queste composizioni lasciando le corde , le dita e le voci a valenti amici professionisti quali Valnades Art, limitandomi alla sola ispirazione iniziale e continuando poi a svolgere la mia competenza di medico. Per recuperare la musica del cuore nella relazione tra terapeuta e paziente occorre che le ipnosi regressive si tramutino in ascolto empatico ove la trance elida l’essere due per divenire Uno. Questo può far comprendere quanto il sentire debba tendere all’unità. E’ la concordanza di spiriti elettivi, la gemellarità delle creature che unificano i codici, è la langue comune parlata nella costellazione pre-babelica dei fratelli e degli amanti del cuore. Si dice che il dio Krishna , ipnologo ante litteram, si avvalesse delle virtù della musica per favorire la fertilità e la rigogliosità delle piante con influssi di incantesimo e di malia nella città di Vrindavan nel Kunjavan , famosa per i suoi santi musicanti. Il grande botanico e filosofo indiano T.C.Singh ispirato dalle antiche leggende chiese ad un amico musicista di suonare un raga sul suo veena , uno strumento simile al liuto per favorire la crescita di una grande varietà di piante. Ogni mattino, prima dell’alba,dedicò ad ogni specie un raga distinto e diffuse il Charukesi raga con un grammofono ad altoparlante nelle piantagioni di riso dello stato di Madras. Il raccolto ottenuto superò del cinquanta per cento la media regionale. Anna ha un bambino di pochi mesi che emette piccole parole, i primi approcci di una creatura al linguaggio. Jakobson parla di "gesti vocali"riferendosi ai confini di questa azzurra età evolutiva. La mia valutazione in proposito è che frammenti del baby talk adornino il primato linguistico dell’adulto. Le unità sonore solo apparentemente prive di significato sono fortemente connotate e cariche di messaggi che non devono rimanere subliminali per un terapeuta in ascolto. Porsi in totale apertura della composizione linguistica e vocale del soggetto è decodificare il balbettìo dell’ansia, il deglutire del disagio, il respiro della musica. Negli anni di esperienza è inevitabile per un terapeuta spiritualmente ricettivo imparare a recepire le silenti note del cuore, le percezioni sottili, i codici sensitivi dalla profondità dell’uomo. Questo ascolto, come dice Winnicott "dà significato a parole molto semplici come ‘essere’"(3). Raramente sentiamo di ‘essere’ per qualcuno e colui o colei che svelano l’arcano rinnovano l’incanto dell’amore. Questa integrazione, questo divenire Uno non è vietato all’interno di una psicoterapia spirituale, nella quale si insegna l’unico modo di parlare: ascoltare il linguaggio del cuore. Note: 1) musetta: strumento simile alla cornamusa. 2) Il riferimento è al concetto barthiano di grado zero della scrittura 3) Winnicott D. W., I bambini e le loro madri, Cortina Editore, Milano,1987. Potete richiedere il libro Cd Etoile Vita nella Vita songs direttamente al Centro Studi Italiano di Parapsicologia telefonando al n° 3473006872.