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Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Angelo Bona

Le monadi gemelle

18 Novembre 2005

Cari amici dell'A.I.I.Re., vorrei continuare a parlarvi delle Monadi karmiche emozionali. Ritengo che ognuno di noi sia un atomo di essere, un'infinitesimale stilla di Dio in cui si riflette l'intero universo. Nel precedente articolo ho considerato che la monade-anima dell'uomo sia una meravigliosa dinamo karmica-emozionale volta ad una sua propria evoluzione. Ora vorrei sottolineare che si tratta di infinite particelle dell'essere unite insieme in un'agape spazio-temporale, in una costellazione animica ma ciascuna di esse possiede una diversa forma ed una diversa età spirituale. Esiste una dominante emozionale entro le stille spirituali simile alla vibrazione ed al timbro di una "nota musicale" o ancora assimilabile ad una tonalità di colore nello spettro cromatico di un arcobaleno che va dal buio alla Luce. Le monadi posseggono un magnetismo proprio e si attirano o respingono a seconda della loro natura e della loro età emotiva. Un giovane granello spirituale è per così dire primitivo, arcaico ed il suo sentire è ancora confuso e dominato dall'ombra, dall' odio, dalla collera, dalla paura le quali disorientano e confondono la percezione dell'Amore. Voglio dire che la gemellarità d'Amore non può essere realizzata dall'uomo o dalla donna le cui anime sono ancora obbligate da una giovinezza dell'Essere. Troppe scorie di oscurità contaminano ancora karmicamente l'acqua della goccia per poter aspirare ad una simbiosi. Devono intercorrere ancora vite per portare a maturazione l'uovo animico che sta evolvendo di esistenza in esistenza. In più ogni emozione è un magnete capace di attrarre un proprio affetto complementare. Il panico è un magnete, l'odio è un magnete, la gioia è un magnete ecc. In noi quindi la paura favorirà il calamitare nella nostra vita di esseri o eventi che dipendono dalla "radianza affettiva" che sprigioniamo verso il mondo. Le ombre della stanza si avvicinano al letto di un fanciullo se egli con i suoi grandi occhi "sgranati" le osserva da sopra il bordo del lenzuolo. Richiamiamo inconsapevolmente a noi i lupi e gli angeli, gli orchi e le fate, le streghe e gli elfi.

Quindi durante l'infanzia dello Spirito, nella primavera della monade allorquando si pensi di aver trovato la propria gemellarità spirituale non si è comunque ancora in grado di complessarsi, di unificarsi ad essa con una sim-patia di Luce. Perché tutto ciò? Perché il karma organizza per noi un concerto emozionale con un'orchestra che suona sinfonie o cacofonie a seconda di come il nostro strumento spirituale sia accordato o scordato. L'educatore cosmico ci impegna selettivamente stimolandoci e mettendoci alla prova con un "lavoro emozionale" utile alla nostra evoluzione individuale. Due anime, seppur gemelle, che vivano la primitività dell'essere non possono complementarsi in una simbiosi di Luce ed essere immediatamente felici. Per loro occorreranno cicli di vita ove si rincorreranno per crescere. Poi la maturazione dei loro reciproci granelli spirituali favorirà quell'amplesso d'anima che riporterà a Uno il due. Allora l'uovo cosmico si ricomporrà, l'anima si sazierà e nello ieròs gàmos, nelle nozze mistiche le due gocce scompariranno nell'oceano di Dio. Vi porrete ora la domanda: ma se anche tra due anime gemelle primitive non esiste possibilità di fusione e di conseguenza si manifesta la sofferenza, come si potrà comprendere la differenza tra uno spirito compagno ed un sosia karmico? Ritengo che nel Sosia l'età spirituale sia diversa rispetto all'anima a cui si avvince e di norma ciò avviene per un magnetismo derivato da affetti primitivi che albergano nella goccia dell'essere ancora in crescita. I vampiri dell'eros, i bastardi del karma appetiscono le nostre insicurezze, le nostre angosce, la nostra fragilità. Vengono per rapinare, stremare, dissanguare, ma anche questo è comunque uno stimolo evolutivo. Il Sosia giunge per farci estinguere un debito destinico. Ci deruba senza possibilità di confronto spirituale; è pura sofferenza, è abbaglio d'Amore. L'Anima gemella invece è coeva, coetanea della sua complementare goccia d'Essere e l'incontro anche se perseguitato dal destino è sempre foriero di reciproca crescita e di rimando di un futuro di realizzazione. Potrei dire che Dio li fa e li accompagna nell'apprendimento dell'Amore, ma anche che l'Assoluto li partorisce e li fa incontrare per provocazione, per espiazione, per un fine di sofferenza non volto necessariamente ad una successiva simbiosi, come nel caso del Sosia.

Ecco quanto è difficile e complesso, ma nello stesso tempo meravigliosamente affascinante raggiungere insieme il lucente estuario dell'Amore.

Buon Amore Angelo Bona

Nella sezione Articoli del sito potete reperire i miei scritti riguardanti la "Legge Karmica Emozionale" (LKE), la "Legge della Conservazione dell'Emozione" (LCKE) e "La monade karmica emozionale".