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Questo articolo fa parte della categoria: Ipnosi Regressiva

Angelo Bona

LO SPIRITO DEL MONDO

18 Marzo 2005

Cari amici, non so se anche voi sentite come lo spirito di questo mondo si stia appesantendo tanto da manifestare una nuova, apparentemente assurda legge fisica. E’ aumentata la gravitazione universale? Stiamo per caso seguendo un’ alimentazione errata?... Penso che la "gravità" sia proporzionale all’Amore e si elevi o decresca in relazione allo scambio del fondamentale nutriente. Le persone che incontro in psicoterapia sono molto affaticate da questa carenza e specie le donne non si capacitano di un periodo di carestia tanto protratto. Noto anche, sempre generalizzando, e spero non me ne vogliate, che gli uomini rispondono a ciò manifestando forti difese narcisistiche, che li separano dalla relazionalità più vera. A cinquant’anni si dedicano a regressivi giochini informatici, come la play-station. A notte inoltrata annegano poi le proprie solitudini allestendo schizofrenici home theatre, ove si nutrono di ruggiti polifonici. Nonostante incontri anche giovani uomini sensibili e responsabili che con amicizia e fiducia percorrono il loro cammino verso una maggior consapevolezza, rilevo in generale che il paziente maschio di trentacinque-quaranta anni prova un sacro terrore di fronte alla possibilità di costituire un nucleo familiare. Vedo individui sempre più coartati, blindati dalla paura di mettersi in relazione con l’altro da sé, terrorizzati di soffrire per cause sentimentali. Inoltre alcuni mi confessano di poter contare i propri amici sulle dita di una mano e di vivere sempre più raramente questo meraviglioso affetto (l’amicizia), che è legato in maniera indissolubile alla parola amore. Nei momenti poi di ritrovo fra amici sembra non si riesca ad instaurare un vero scambio, un profondo raccontarsi: le frasi veleggiano su temi di controllata superficialità, di salvaguardia e di riservatezza del sentire più intimo. Constato peraltro (ahimè!) quanto poca partecipazione vi sia al sito della S.I.I.R., quanto è facile fruire e fotocopiare gli articoli più interessanti, ma come risulti faticoso dare un contributo in prima persona di disponibilità e di scambio. Vorrei esortarvi ad una maggiore presenza, perché penso che la via del solipsismo e della chiusura non porti fecondi risultati. La separazione, le arimaniche soddisfazioni consumistiche, le luciferine esaltazioni dell’ego non portano certo il nostro spirito alla pace di un porto tranquillo. Il risultato è invece la paura ed è in questo nefasto elemento che identifico la componente, la causa del suddetto incremento della gravitazione e della sofferenza. Non sono certo un padre predicatore, né voglio ergermi a dispensare consigli, ma penso sia necessario partire dall’umiltà e dalla consapevolezza della nostra condizione, per non incombere continuamente in perdenti confronti con noi stessi e con gli altri. Dobbiamo accantonare la ìbris, la tracotanza di confrontarci con gli dei dell’Olimpo e cercare di recuperare la spontaneità del nostro porci in relazione con il prossimo. Proviamo individualmente (ed io in prima persona) a controvertire questa alienante tendenza poiché non esistono alternative o econometri che altrimenti possano guarire lo spirito di questo mondo. Buona partecipazione Angelo Bona