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Questo articolo fa parte della categoria: Medicina Alternativa

Pratana

27 Novembre 2005

La pratica della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) è imprescindibile dalla conoscenza della concezione dell’Universo alla quale essa fa riferimento e delle regole di pensiero e di comportamento necessarie per orientarsi al suo interno. La Medicina Cinese è una medicina globale perché l’uomo è considerato nella sua globalità, unità indivisibile di tutte le sue componenti e non può essere frazionato in sezioni o compartimenti distinti. La salute consiste nell’armonia e nell’equilibrio tra tutte le sue componenti oltre che tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. "L’uomo è un microcosmo nel macrocosmo, risponde al Cielo ed alla Terra" e risente ed obbedisce alle stesse leggi che regolano la Natura ed il Cosmo, guardando fuori di sé può capire cosa accade all’interno ed uniformarsi così alle leggi della Natura per mantenersi in equilibrio armonico con essa secondo il principio che solo se ogni cosa è lasciata andare secondo la propria strada l’armonia dell’universo può essere mantenuta. L’universo cinese, wan wu, è inteso infatti come l’armonica simbiosi di modelli che non possono esistere separatamente: "l’universo arrivò ad essere insieme con noi; con noi, tutte le cose sono una" [1]. La MTC è inoltre una medicina energetica: la salute è mantenuta se esiste equilibrio energetico tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda mentre, all’opposto, la malattia nasce da uno squilibrio energetico, da un eccesso o da un vuoto di energia. Questa teoria nasce dall’intuizione che energia e materia sono la stessa cosa: l’energia si trasforma in materia e questa di nuovo in energia in un ciclo continuo. Lo Huang Di Nei Jing o Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo, del V sec. A.C., afferma infatti: "la nascita è una condensazione di energia in materia e la morte è una dispersione di materia in energia". Il Tao è il fondamento della gnoseologia della cultura cinese. "Il Tao produce l’uno, che comprende il due, che si manifesta come tre, il tre produce i diecimila esseri" [2]. Il Tao è quindi la manifestazione nel mondo visibile del principio che lo governa. Il Tao produce l’uno cioè l’energia, il Qi: l’energia è una e si manifesta in molteplici aspetti, tra i quali l’uomo che è quindi una condensazione di energia in materia. Altra possibile traduzione del già citato capitolo del Tao te Ching [2] è la seguente: "L’unità dà origine allo yin ed allo yang, lo yin e lo yang danno origine al cielo, alla terra e agli esseri. Il cielo, la terra e gli esseri danno origine a tutto ciò che esiste". "Ogni cosa esistente porta in sé lo yin e lo yang e raggiunge l’armonia mescolando questi due soffi vitali" [2]. Il Tao quindi produce l’energia, che sottende la materia, che si esprime come polarità opposta yin e yang per poter manifestare il tre, la vita, come opposizione complementare di energia e materia, trasformandosi secondo la legge bipolare dello yin-yang. Nella scrittura ideogrammatica cinese il radicale yin descrive un tetto che copre una nuvola mentre quello dello yang mostra il sole che emette i suoi raggi al di sopra dell’orizzonte. I due concetti indicano quindi rispettivamente il buio e la luce, l’ombra e il chiarore e tutte le correlate opposte corrispondenze (basso-alto, terra-cielo, spazio-tempo, materia-energia, femminile-maschile, ecc.). E’ fondamentale però comprendere che l’opposta polarità altro non è che un differente aspetto dell’unità e che l’eliminazione di uno dei due equivale all’annientamento del sistema stesso. La relazione e l’interdipendenza dello yin-yang sono rappresentate dal famoso simbolo della ruota del Tao, il Tai Ji, l’Ultimo Supremo. L’Universo nella sua manifestazione concreta è espressione della legge di opposta polarità che si basa su quattro regole: • L’opposizione e l’interdipendenza dello yin-yang: yin e yang sebbene siano opposti formano un’unità e sono complementari. • L’interdipendenza: lo yin contiene lo yang e viceversa. • L’equilibrio: niente è totalmente yin o totalmente yang. • La trasformazione: lo yin e lo yang non sono statici ma si trasformano continuamente l’uno nell’altro. La chiave della relazione tra yin e yang viene così espressa da Lao Tzu: " le cose derivano il loro essere e la loro natura dalla mutua dipendenza e non sono nulla di per se stesse" ed ancora "per tutti, concepito il bello nasce il brutto, fissato il bene prende forma il non bene, essere e non essere sorgono reciprocamente, grande e piccolo si caratterizzano a vicenda, l’alto si capovolge nel basso, prima e poi sono in reciproca sequenza" [2]. Gli opposti sono quindi reciprocamente necessari, reciprocamente di sostegno ed inseparabili: la luce può sorgere perché c’è il buio, l’essere viene dal non essere, il suono dal silenzio e solo il vuoto può contenere. La relatività è il fondamento dell’interpretazione del Cosmo secondo la teoria dell’opposta polarità. Non esiste una sola verità ma molte verità contemporaneamente. La vita è quindi la ricerca dell’equilibrio, l’esistenza è spinta da una tensione alla neutralità che tuttavia non può mai essere raggiunta perché nulla può essere totalmente yin o totalmente yang perché nel massimo di ciascun polo è già insito il seme dell’opposta natura. La ruota del Tai Ji simboleggia la vita e quindi il dualismo ed il movimento che ne sono il fondamento. La Medicina Tradizionale Cinese è pervasa da questo principio e perciò considera la salute come espressione di un’armonia che pur non potendo mai essere raggiunta per essere mantenuta deve cercare di equilibrare al massimo le opposte espressioni nel microcosmo come nel macrocosmo. Pratana Bibliografia [1] Chuang Tzu [2] Lao Tzu "Tao te ching" - Alan W. Watts "Il Tao: la via dell’acqua che scorre" - Ubaldini Editore - G. Di Concetto et Al. "Trattato di Agopuntura e di Medicina Cinese" – UTET Editore - G. Maciocia "I Fondamenti della Medicina Tradizionale Cinese" - Casa Editrice Ambrosiana. - E. Rossi "Shen" – Casa Editrice Ambrosiana