Dott. Angelo Bona
Synchronic trance ©, trance sincronica © o ipnosi sincronica © o synchronic hypnosis ©: SYNCHROUNICITY ©
06 Giugno 2007
Cari amici,
vorrei anticiparvi alcuni concetti che tratterò più diffusamente nei miei prossimi libri e workshop. Credo che il significato delle parole sia molto importante per far comprendere un concetto, un’emozione e in questo caso una metodologia terapeutica. L’utilizzo dei termini ipnosi regressiva o trance regressiva appartiene ad una cultura comune, divenuta ormai convenzione. Del resto le parole e gli aggettivi alle volte designano un significato che la nostra intuizione riesce a cogliere e che valica i limiti angusti della comunicazione verbale. Dovete sapere che ogni volta che mi riferisco all’ipnosi regressiva o alla trance regressiva in realtà intendo esclusivamente una metodologia che riporta al presente contenuti latenti archiviati nel nostro oceano inconscio. Alla luce del concetto di Unicità non riesco più a considerare il tempo nella sua diacronicità, ma solo in quanto sincronicità. Cosa voglio dire? Che non esiste un prima, un qui e ora e un dopo, se prendiamo in considerazione la prospettiva dell’Uno e dell’Unicità sincronica di tutte le cose. Diacronia significa (dià = attraverso e chrònos = tempo) valutare gli eventi nella loro successione temporale secondo un distribuzione orizzontale, lineare. I concetti di diacronia e sincronia sono stati introdotti dal linguista De Saussure per designare rispettivamente l’asse delle successioni e l’asse della simultaneità. In linguistica la dimensione sincronica è andata ad individuare la struttura o il sistema di una lingua nei suoi elementi grammaticali, fonologici, lessicali legati da relazioni definite. La dimensione diacronica individua invece le variazioni che questa struttura subisce a causa dell’azione di eventi estranei ad essa. Quindi si tratta di due punti di vista diversi da cui si analizza un concetto: l’uno è strutturale, verticale, l’altro storico-evolutivo, orizzontale.
Queste due prospettive si ritrovano oltre che nella linguistica, nella psicologia, nell’antropologia culturale, nella fisica quantistica, nella filosofia, nelle tradizioni religiose.
Non si può dimenticare il capitolo XI delle Confessioni di Sant’Agostino, in cui il filosofo identifica il tempo con la vita stessa dell’anima che si estende verso il passato o verso l’avvenire (extensio animi). Egli afferma: “Non ci sono, propriamente parlando tre Tempi, il passato, il presente e il futuro ma soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro” (1). La concezione del tempo come eterno presente si ritrova tra ‘800 e ‘900 sia in Bergson che in Husserl. Tempo in quanto conservazione infallibile del passato e continua creazione del futuro in un tutto fluido e vitale, una sorta di illimitato qui e ora.
In fisica quantistica il concetto di sincronicità deriva dalla scoperta del fisico Wolfgang Pauli di una struttura astratta che si nasconde dietro la superficie della materia atomica e determina il suo comportamento in maniera non-causale.
La trance non porta realmente nel passato il soggetto ma favorisce l’unificazione del passato nell’attimo presente. Mi pare più corretto affermare che nell'inconscio esistono strutture simboliche, sogni o per chi ne ha fede, "vite sincroniche" piuttosto che esistenze precedenti o parallele.
Il qui e ora è l’unica dimensione esistente e in questo atomo di vita possiamo riportare in essere memorie ancestrali, jurassiche, storicamente molto lontane da noi. Non ci è possibile nella pratica recarci con un moto a luogo nel medioevo e l’uomo di Cromagnon non è raggiungibile con un viaggio a ritroso. Noi siamo al contempo primitivi, attuali e raccoglitori dei semi del nostro futuro. Questa è la sincronicità, l’eternità pulsante del samādhi, dell’assoluta coscienza dell’Uno.
Ma come? Non si può ritornare con la memoria alla propria infanzia o ad una vita definita precedente? Nei libri ho sempre parlato di esistenze pregresse e penso che sia ancora utile per intenderci usare questi termini, anche se dovete sapere che per me non esiste il tempo lineare o diacronico. Rivendico il copyright della ipnosi sincronica o trance sincronica o synchronic trance o synchronic hypnosis: quello che consideriamo passato non è disgiunto dal qui e ora e dai germi del futuro, se Tutto è Uno. Il conflitto anche datato è sincronico al presente, ha i suoi effetti nel presente ed è presente. Il nucleo conflittuale psicologico-spirituale o nucleo di tensione karmica non è perciò mai annidato in un antro remoto, in contrasto di fase con il presente. La trance può recuperare le catene associative latenti, le metafore segrete della sofferenza che non è mai localizzata prima o dopo il nostro adesso. Questa mattina al risveglio sono stato nutrito da un concetto che conferma quanto le Guide seguano questo mio cammino orientato al risveglio della coscienza degli altri e della mia: SINCROUNICITA' © (SYNCHROUNICITY©). Intendo con esso il recupero dell'allineamento biologio, psicologico e spirituale all'Uno. Ciò favorisce la "guarigione" se di malattia si potesse parlare in quanto la patologia del corpo e dello spirito altro non è che l'inconsapevolezza di tale disallineamento. Risvegliarsi all'Uno è il cammino che voi, Davide, io compiamo ogni attimo percorrendo Uni-versi infiniti.
La comprensione tramite l’ ipnosi sincronica delle dinamiche profonde sarà utile al recupero delle risorse vitali e spirituali. Le Guide di Davide mi esortano :" Devi guardare il presente per creare un futuro..." ed ancora "La temporalità è percepita solo dalla tua bassa consapevolezza. Appena avrai modo di elevarti, perderai l'interesse per la clessidra che veneri"(2).
Alan Watts parla di quiddità intendendo ciò che non diviene né cessa di divenire. Essa non è né passata, né futura, ma appartiene a un Assoluto atemporale. Ciò può essere compreso con un lampo unico di intuizione che dal Taoismo zen è definito tun-wu, che equivale al satori o risveglio subitaneo (3). Un altro sinonimo sanscrito è samādhi che implica la percezione intuitiva dell’Uno e dell’Uno-Amore. Lo stesso Carl Gustav Jung in una conferenza a Londra nel 1935 affermò: “Il Tao può essere ogni cosa, io uso un altro termine per designarlo...lo chiamo sincronicità” (4).
Ho scritto questo articolo, a cui seguiranno sviluppi e precisazioni, per gettare le basi di un’innovativa concezione della trance “regressiva” e della psicoterapia karmica. Appongo un copyright sui termini di synchronic trance ©, di trance sincronica ©, ipnosi sincronica © o synchronic hypnosis © e di SYNCHROUNICITY© da me enunciati oggi in data 6 giugno 2007 per la prima volta. Spero che essi divengano in un inesistente futuro motivo di discussione e di crescita reciproca.
Buona Vita Angelo Bona
Note
1. Sant’Agostino, Le Confessioni, BUR Rizzoli, Milano 2006.
2. A. Bona, Il palpito dell'Uno, Il Punto d'Incontro, Vicenza 2007
3. A. W. Watts, La via dello zen, Feltrinelli, Milano 2000.
4. C. G. Jung, La sincronicità, Bollati Boringhieri, Torino 1989.