Associazione Italiana Ipnosi Regressiva - Homepage Associazione Italiana Ipnosi Regressiva
Come contattare l'Associazione Italiana Ipnosi Regressiva e il dottor Angelo Bona
Iscriviti alla Newsletter dell'Associazione Italiana Ipnosi Regressiva per informazioni, segnalazione di eventi, libri, seminari
A.I.I.Re.Ipnosi Regressiva FAQGlossarioHai una domanda?Le RisposteBlog AIIRe
LibriArticoliSeminariMusicaagratisNewsCommunityForumChannelingLinksEnglish Site

Channeling conosciuti

Edgar Cayce: reincarnazione, karma e bardo

All'inizio tutte le anime erano una cosa sola con la Forza Divina. In veste di identità singola aggiungevano o sottraevano ciòche era in accordo con lo scopo di Dio o aggiungevano e sottraevano le benedizioni di cui erano consce nella materialità. Ecco come si costruisce il Karma. E la legge è perfetta:ciò che semini raccogli. Non esiste una legge che provoca la separazione tra l'uomo ed il suo Creatore. Non c'è nessuna causa eccetto l'indulgenza o la negligenza da parte dell'uomo stesso" Edgar Cayce (lettura 3660-1)

Cresciuto secondo i rigidi valori tradizionali del Protestantesimo dell'America di inizi ‘900, Edgar Cayce suggerì una visione rivoluzionaria della realtà, proponendo la reincarnazione quale unica filosofia di vita in grado di spiegare la navigazione dell'anima umana verso il porto del suo creatore.

Fu per la prima volta nel 1923 che Cayce, durante una lettura di carattere medico a favore dell'amico e uomo d'affari Arthur Lammers, fece emergere tra lo stupore suo e dei presenti, l'argomento della reincarnazione. Nel corso di questa lettura, chiamata a fornire una interpretazione delle carte astrologiche e dei loro influssi sulle inclinazioni caratteriali di Lammers, egli annunciò "una volta era un monaco. "

Durante i successivi 21 anni, dopo aver approfondito gli studi biblici, Cayce produsse oltre 2500 letture vitali sulla reincarnazione a favore di oltre 1500 persone.

Egli raccolse sia l'ereditàdelle religioni orientali del Buddhismo e dell'Induismo, sia delle filosofie occidentali di Platone e Kant e le fuse, rielaborando in modo talvolta originale il tema della sopravvivenza dell'anima alla morte.

Il cardine del suo pensiero è la conferma delle Scritture della Genesi: siamo stati creati "ad immagine di Dio"(Genesi, 1-26); la nostra essenza ed il nostro stato naturale è lo spirito, chiamato da lui anche corpo spirituale o entitàdell'anima, generato dal Creatore con un atto di immaginazione creativa e costituito dall'insieme inscindibile di spirito, mente e volontà. èsolo questa entitàanimica a rappresentare la nostra essenza eterna che conosce la successione di vite con la reincarnazione, è il nostro corpo spirituale ad abitare temporaneamente di vita in vita il corpo fisico, identificabile per Cayce come una "finestra" sull'anima che ci permette di diventare più consapevoli della nostra origine divina.

Il corpo fisico sarebbe dunque solo un alloggio temporale, finalizzato a raccogliere esperienze nella dimensione tridimensionale della materialità.

Poichè Dio concede alle anime il dono del libero arbitrio, insieme all'opportunitàdi trovare l'espressione di se stesse, una volta scoperta ed esperita la loro individualità, esse faranno di nuovo ritorno a Lui in piena consapevolezza, per diventare Sue compagne mature.

E poichè l'essenza dell'Uno è Amore, attraverso l'educazione alla legge dell'Amore le anime ritroveranno la loro fonte originaria di unitàe saggezza.

La Terra, secondo il pensiero di Cayce, non è l'unica scuola per apprendere la forza universale dell'Amore: esistono infatti per lui mondi a quattro, cinque, sei e più dimensioni, in cui la realtà si sviluppa su costrutti diversi , talvolta piùfunzionali alla crescita spirituale dell'anima.

Secondo il suo credo, è soprattutto durante il periodo di Bardo che l'uomo può sperimentare soggiorni su questi diversi piani di coscienza.

Il Bardo, ovvero il periodo che intercorre tra un'incarnazione e l'altra, assume per Cayce un ruolo chiave nel processo evolutivo animico: in questa fase, abbiamo infatti la possibilità di rivedere i nostri progressi e di definire le opportunità di crescita successiva, sulla Terra o su altri pianeti o stelle del Sistema Solare.

I "soggiorni planetari nella consapevolezza", come lui stesso li definisce, lasciano le loro impronte nelle vite successive dell'individuo, identificabili come forti impulsi inconsci sulla personalità, il carattere, le inclinazioni, i gusti. Le letture vitali infatti, suggeriscono che ognuno dei pianeti del Sistema Solare non sarebbe altro che una rappresentazione fisica di un corrispondente stato di coscienza.

Come lui stesso dichiarò in una sua lettura:

"i soggiorni sui pianeti durante gli intervalli tra le manifestazioni materiali o terrene, hanno una parte nelle pulsioni latenti e manifeste nell'esperienza di questa entità, come in quella di ogni altra" (lettura 2172-1). D'altra parte, come testimonia successivamente: "sappiate che nessuna pulsione, nessun segno o emozione che trova espressione nel corpo, supera quel diritto di nascita, LA VOLONTA', il fattore che rende l'anima umana differente dalle altre creature della Terra" (lettura 2172-2).

Il libero arbitrio e conseguentemente le nostre scelte, superano in valore ogni inclinazione o tendenza dell'individuo lasciata in ereditàdai soggiorni planetari.

Per Cayce, il momento della nascita di un bimbo èun preciso istante temporale in cui metaforicamente l'universo si sarebbe fermato ed in cui la posizione dei pianeti creerebbe una rappresentazione unica, fisica, di chi sarà l'anima per elezione e responsabilità in quella vita. Tuttavia, secondo il suo pensiero, lo studio dell'astrologia può dare all'uomo un'indicazione abbastanza precisa solo delle qualità o dei tratti del carattere, in sostanza ci suggerisce chi è l'individuo, ma non dove sta andando, poichèla libertà di scelta rimane sempre l'influsso piùforte nella vita individuale. Confermòinfatti in un'altra lettura:

"nessuna azione di nessun pianeta, nè nessuna delle fasi del Sole, della Luna o di qualsiasi corpo celeste, supera la regola della forza di volontà dell'uomo, che ha il potere di scegliere per se stesso" (lettura 254-2).

Nelle sue letture vitali, Cayce suggerisce che gli approcci alla reincarnazione che non considerano il valore del libero arbitrio, creano un'incomprensione totale della legge di causa effetto. Affermò a questo proposito:

"Cos'è un debito karmico? ne abbiamo fatto una specie di spauracchio. è ciòche viene equilibrato dentro se stessi. Che cos'èla vita se non il dono del Creatore che ti permette di essere una cosa sola con Lui?" (lettura 1436-3)

Per Cayce, siamo dunque dei partecipanti molto attivi nei nostri ripetuti soggiorni terreni e non semplicemente degli osservatori inermi.

In diverse occasioni Cayce insiste sul concetto che non è tanto l'esperienza di per se stessa a determinare chi sia l'individuo come persona, quanto invece è importante valutare come l'individuo stesso sceglie di affrontare quell'esperienza.

Trovo interessante porre l'attenzione al fortissimo accento che il Profeta Dormiente assegnò al ruolo della responsabilità personale in tutte le scelte compiute nel presente: la centralità del tema del libero arbitrio amplia ed eleva in maniera sorprendente il vecchio concetto di karma. L'uomo non è mai vittima di un destino disegnato in ogni suo aspetto dalle azioni delle vite precedenti, ma ne rappresenta l'unico costruttore ed artefice.

L'educazione dell'anima alla consapevolezza di sè s'intraprende tramite l'imprescindibile legge karmica di causa-effetto, in cui tuttavia l'influsso del passato le fornisce solamente una struttura di potenziali e di probabilità, che rimangono inscritte nei Resoconti Akashici;èla scelta dell'anima di come utilizzare nel presente questi potenziali, a forgiare e rimodellare le probabilità ed i modelli potenziali futuri.

Le nostre azioni, intenzioni, pensieri, desideri e decisioni del presente plasmano e ridefiniscono istante per istante i contorni del nostro futuro in svolgimento. Siamo co-creatori della realtàche sperimentiamo (vi rimando all'articolo su "Cayce, la sensitività e la co-creazione consapevole" per un ulteriore approfondimento).

Ritroviamo questo concetto anche tra i sufi persiani del XII secolo: essi attribuivano molta importanza alla visualizzazione del pensiero, in grado di alterare e riplasmare il nostro destino. Definivano tale sottile sostanza del pensiero alam almithal.

Secondo i Batak dell'Indonesia, parimenti, è il pensiero, il tondi, a determinare tutto ciòche una persona sperimenta. Il tondi trasmigrerebbe successivamente di corpo in corpo.

I mistici tantrici tibetani, per analogia, sostenevano che tsal, ovvero la sostanza dei pensieri fosse costituita da onde energetiche prodotte dalle azioni mentali.

Anche Yogananda suggeriva che la volontàera in grado di materializzare i pensieri anche in forma di esperienze della dimensione materiale. Per questo consigliava alle persone di visualizzare il futuro che desideravano esperire e di caricarlo con l'energia della concentrazione.

La moderna teoria dell'universo olografico di Bohm ci sostiene ulteriormente ricordandoci che la psiche partecipa alla realtàfisica, nella quale si esprime sotto forma di sincronica sintropicità, usando la terminologia dello stesso studioso.

Ritornando a Egar Cayce, per lui non era in sostanza determinante chi fosse stato un individuo in una vita precedente, quanto era invece essenziale che tale individuo si concentrasse sul presente e sulle opportunità offerte dal banco di prova della vita istante per istante.

Come egli affermò più volte: "Ciò che l'entità è oggi, è il risultato di ciò che è stata nei giorni e nelle esperienze e nei tempi e negli eoni passati. Perchè la vita è continua: e sia che si manifesti nella materialità o in altri campi della coscienza, è una ed è sempre la stessa."

Aggiungiamo ora un ulteriore affascinante elemento, un contributo filosofico unico al concetto di karma offerto da Cayce: esso è da lui concepito come un insieme di modelli di memoria.

Abbiamo visto nel precedente articolo, come il serbatoio universale dei Registri Akashici contenga tutti i modelli o archetipi di memoria universale ed individuale.

L'uomo, nella sua costante evoluzione, attinge da questo "contenitore energetico" quei modelli che entrano in risonanza con il suo attuale livello evolutivo e che interagiscono con la sua memoria subconscia, influenzando il suo modo di pensare e di agire nel presente. Modelli di memoria e libera volontàsono dunque per Cayce i due pilastri portanti del karma, due attributi sostanziali della legge causa-effetto.

D'altra parte l'uomo costruisce costantemente questa sua memoria attraverso le relazioni con gli altri, che rappresentano per Cayce un processo di apprendimento e di esperienza in atto. Secondo questa visione, sostenuta anche dalla maggior parte di filosofi e teorici contemporanei della reincarnazione, ognuno di noi riprende infatti le sue relazioni con gli altri esattamente dove erano state abbandonate nel corso della precedente incarnazione.

A titolo d'esempio, riportiamo l'estratto di una lettura di Cayce, in cui egli rivelòa due individui: "Questi due sono sempre stati insieme ed hanno sperimentato ogni relazione immaginabile, da padre e figlia a datore di lavoro e impiegata, da madre e figlio a marito e moglie" (lettura 294-9).

Cayce suggerisce a questo punto un risvolto interessante al concetto secondo il quale andiamo sempre incontro alla memoria che abbiamo in precedenza costruito nelle relazioni con l'altro:per lui, non esiste un karma tra la gente, ma solo un karma con se stessi.

Noi "incontriamo noi stessi nel rapporto con gli altri", disse in qualche occasione:gli altri sono il nostro specchio, ecco perchèli percepiamo spesso come l'origine delle nostre frustrazioni, anzichèassumerci personalmente la responsabilità.

L'individuo ècostantemente attirato da persone e gruppi che gli permettono di incontrare se stesso nelle relazioni, cosi'come gli altri a loro volta sono attratti da persone specifiche che risuonano con la propria memoria karmica.

Gruppi di anime si accompagnano dunque lungo il percorso evolutivo di piùvite:

notiamo come questa idea di modelli ciclici di "costellazioni" di individui avanzata da Cayce, sia oggi sostenuta con il termine di karma di gruppo, da molti studiosi e channels contemporanei.

Ritengo interessante considerare a questo punto la visione di Cayce sul ruolo dell'ereditarietà e del contesto sociale e ambientale di nascita dell'individuo.

Egli afferma in varie letture vitali che le leggi dell'ereditarietàsono subordinate rispetto a quelle karmiche. "Lei ha ereditato soprattutto da se stesso e non dalla sua famiglia!" afferma in una lettura, "la famiglia èsoltanto un fiume in cui scorre l'anima" continua in un'altra.

L'anima, pertanto, graviterebbe nelle sue vite, verso il nucleo familiare ed il contesto ambientale più favorevoli al suo sviluppo spirituale, grazie ad una legge di attrazione magnetica.

L'ereditarietà, in sintesi, èsoggetta per lui alle "costrizioni magnetiche" della legge del karma.

Quest'ultima si esplicita nella nostra dimensione terrena sia attraverso i pensieri, come abbiamo visto, ma anche tramite le azioni, elemento fondamentale ed insostituibile del nostro processo di crescita, di più, per Cayce esse costituiscono la misura ed il metodo dell'evoluzione stessa.

"La conoscenza non vissuta è peccato" ripete spesso nelle sue letture.

"è meglio fare una cosa sbagliata che non fare nulla" e ancora "non basta che un'entità possieda la conoscenza della legge, sia essa la legge karmica, la legge spirituale, la legge penale, la legge sociale. Ciòche conta è ciò che l'entità fa della conoscenza posseduta!".

L'uomo deve d'altra parte custodire la fiducia che le vite ci offriranno sempre le esperienze e le relazioni di cui abbiamo bisogno nel momento presente per evolvere.

Come Cayce suggerì infatti in una lettura: "In qualunque situazione ti trovi, è quella necessaria per la tua evoluzione. Quando un'entità si è preparata, con un costante movimento in avanti, si producono le circostanze necessarie per il cambiamento".

Tali esperienze dovrebbero essere sempre vissute con pazienza e letizia, due doti frequentemente ricordate da Cayce come forze positive ed attivatrici di modelli d'amore. Come egli affermò:

"Sii lieto. Egli è un Dio di amore, perchè è Amore, è un Dio di felicità, perchè è Felicità"

Possiamo dunque constatare che la Serenità Gioiosa di cui ci hanno parlato le Guide attraverso Davide, èl'atteggiamento del cuore suggerito anche da Cayce , èil faro che deve orientare le nostre esistenze.

Patrizia

Fonti:

  • Manuali di Edgar Cayce: Lynn Elwell Sparrow: Reincarnazione ed. Mediterranee
  • Manuali di Edgar Cayce: Henry Reed: Il risveglio dei poteri psichici ed. Mediterranee
  • Edgar Cayce: La mia vita di veggente ed. Mediterranee
  • Gina Cerminara: Edgar Cayce: medium e guaritore ed. Mediterranee
  • Manuali di Edgar Cayce: Mark Thurston I Sogni Ed. Mediterranee
  • Vittorio Marchi - L'Uno detto Dio - Macro Edizioni

Cerca nel sito

Vai

Mappa del sito | Contatti | Realizzazione sito | © Associazione Italiana Ipnosi Regressiva