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Channeling a confronto

01 Febbraio 2007

Ramtha e Cayce a confronto(1)

Ramtha ed Edgar Cayce a confronto (1)

 

Premessa

Desidero proporvi un primo confronto critico tra i messaggi canalizzati di Ramtha e di Edgar Cayce, allo scopo di evidenziarne le analogie e le eventuali divergenze.

Vi confesso, anzitutto, che la lettura e la comprensione dei testi di Ramtha non sono state per me sempre facili ed immediate: alcuni libri scorrono agilmente, adottano uno stile semplice e ricco di poesia che permette di cogliere con immediatezza l'essenza degli insegnamenti ; altri, al contrario, sono molto complessi ed articolati ed ammetto di aver faticato non poco nel portarne a termine lo studio.

Ho ipotizzato, a questo proposito, che l'influenza del "canale" e della sua struttura di personalità abbiano potuto talvolta condizionare e deviare la natura originaria dei messaggi di questa Entità , orientandoli all'approfondimento di temi ad altissimo contenuto tecnico-scientifico che, personalmente, non ritengo utili a favorire il nostro processo di crescita, quanto invece ad enfatizzare l'ego di una conoscenza di tipo più intellettuale, che spirituale.

Edgar Cayce mi ha permesso, al contrario, di apprendere sempre con facilità e serenità i messaggi canalizzati, espressi con parole semplici, permeate di un' elevata spiritualità ed immediatamente fruibili da parte di lettori di ogni estrazione e livello culturale.

Considero la semplicità un valore importante, che sto imparando ad apprezzare sempre più proprio grazie a queste letture: ora mi risulta davvero chiaro il suggerimento offerto dalle Guide ad Angelo, quando lo esortano a scrivere una "dolce novella"che possa raggiungere anche il cuore di un bimbo.

In effetti, solamente l'utilizzo di un linguaggio comprensibile a chiunque è in grado di veicolare messaggi universalmente fruibili ed integrabili nel cuore.

Se, al contrario, i contenuti espressi impegnano troppo il nostro emisfero cerebrale sinistro, essi finiscono per disorientare i sensi sottili, allontanandoci dalla vera comprensione degli insegnamenti.

Fatta questa doverosa premessa, devo d'altra parte osservare la grande similitudine dei contenuti emersi dalle due canalizzazioni :il nucleo centrale degli insegnamenti di Ramtha e Cayce è infatti assolutamente sovrapponibile, anche se espresso con la modalità e lo stile differenti cui accennavo pocanzi.

Una trattazione esaustiva di tutti i temi da loro enunciati risulterebbe alquanto complessa e forse non risponderebbe allo scopo che ci siamo prefissati in questa sezione; vi propongo pertanto una selezione arbitraria di quelli che mi hanno maggiormente colpito ed emozionato e che istintivamente sento possano essere utili come base per un successivo confronto con voi.

 

Uno e Verità

Il messaggio cardine della filosofia di pensiero trasmessa da Ramtha e da Cayce è che siamo Uno con Dio, essenza e motore di tutta la creazione, la cui matrice universale è l'Amore. Scopo delle nostre esistenze diventa dunque per entrambi il ritorno consapevole alle nostri origini divine, conseguibile attraverso l'esperienza sul piano materiale tridimensionale della Terra, oppure su altri piani a differenti dimensioni di coscienza .

Leggermente diverso è tuttavia l'orientamento del viaggio di ritorno dell'anima all'Uno, proposto dalle due Guide.

Cayce suggerisce all'uomo un cammino evolutivo scandito dalle buone azioni e da intenzioni finalizzate al bene, che portano gradualmente l'anima a divenire una"consapevole e matura compagna del suo Creatore".

Ramtha, invece, indica nello stesso processo della conoscenza, che è il riconoscimento del proprio essere divino, la via regia per ottenere un salto "quantico"di consapevolezza. Tale conoscenza, è conseguibile per lui attraverso l'apertura dell'uomo a pensieri sempre più illimitati ed espansi, vissuti come emozioni e sentimenti, che sono i veri motori del percorso "dall'involuzione all'evoluzione". Per la filosofia di pensiero di Ramtha, non esiste dunque la separazione tra Bene e Male, identificabile nei messaggi di Cayce, bensì una consapevolezza più o meno distante dall'Uno.

Non esistono pertanto per Ramtha azioni buone o cattive, ma azioni più consapevoli e meno consapevoli. Tutto è Bene, se valutato da un punto di vista più illuminato :solo l'uomo infatti giudica, separa; Dio invece accoglie ogni cosa, ogni sentimento, ogni azione, senza giudizio , permettendo all'è di tutta la creazione semplicemente di Essere in tutta la sua onnicomprensiva ed illimitata essenza.

"è stato l'uomo a creare un Dio che giudica gli uni ed esalta gli altri. Questo è il Dio dell'uomo, una creazione dell'uomo e della sua volontà . Il Dio che conosco è un Dio dall'amore onnicomprensivo e libero da giudizi. Dio siete voi in ogni momento in cui siete, in ogni pensiero che pensate, in ogni azione che fate, e anche nelle ombre della vostra anima".

Noto una intensa similitudine tra questa visione di Ramtha e l'insegnamento dei Maestri che parlano attraverso Davide. La perfezione non esiste, così come non esiste un Dio immobile e perfetto. L'Uno è invece movimento, continua espansione, perfezione mai conseguita, perchè espressione di illimitata essenza che si estende all'infinito in ogni dimensione.

"Dio non è mai perfezione, ma è continuo divenire. Ogni entità progredisce costantemente nella sua comprensione per raggiungere verità sempre più illimitate. E qualunque sia la sua comprensione momento per momento, quella sarà sempre la verità come egli la vede, come egli la conosce. Tutto è vero. Non esiste nulla di non vero, perchè tutto deriva dal pensiero che è Dio.

Prendiamo ad esempio un fiore. è vero che un fiore è un bocciolo? Certo.

E quando il fiore fiorisce, è forse un bugiardo perchè non è più un bocciolo? No. è in uno stato di verità progressiva. Ed è forse bugiardo il fiore, quando i petali cadono ed esso non c'è più ? No. Che cos'è allora? è in un altro, ulteriore stadio della sua verità ".

Vi confesso di essermi profondamente commossa durante la lettura di questa fondamentale lezione di vita.

 

Bardo

Come accennavo prima , sia Cayce che Ramtha sostengono che il viaggio evolutivo dell'uomo può essere percorso nella tridimensionalità terrena della materia o in altre dimensioni della coscienza.

Secondo Cayce il bardo, ovvero il periodo che intercorre tra una virtuale morte ed una virtuale rinascita, rappresenta il momento più favorevole perchè l'uomo possa sperimentare questi "soggiorni planetari nella consapevolezza". L'anima, dopo aver lasciato il corpo, può transitare a fini evolutivi su altri pianeti od altre sfere a differente vibrazione energetica, ciascuna corrispondente ad un diverso livello di consapevolezza.

Ramtha sostiene invece che non sia necessaria la morte per accedere a questi diversi piani, al contrario, essi sarebbero raggiungibili anche all'interno di una singola esistenza, grazie all'espansione della propria coscienza che porta a sperimentare quella che lui chiama "una fluttuazione nel campo quantico". Il salto quantico rappresenta dunque un cambio di stato energetico che permetterebbe all'uomo di mutare la densità del proprio corpo ed accedere alla consapevolezza di universi paralleli. Egli spinge all'estremo questo concetto e suggerisce che l'uomo, aumentando la propria frequenza vibratoria fino a quella della luce, grazie ad un'espansione illimitata di pensiero, può sperimentare l'ascensione, ovvero può transire ad altre dimensioni coscienziali, portando con sè il proprio corpo, oltre allo spirito. Egli stesso dichiara di averne fatto esperienza al termine della sua unica vita terrena ai tempi della Lemuria, 35000 anni fa.

"Quando imparai ad amare me stesso e ad abbracciare la vita nella sua completezza, ascesi con il vento nell'eternità . Il vento era per me un'essenza suprema perchè è perenne, libero nei movimenti. Non ha confini e non ha forma. è magico, amante dell'avventura e dell'esplorazione; e in questo è veramente del tutto simile all'essenza divina della vita. E contemplando il vento, fu il vento che diventai nella mia ricerca per divenire".

Mi sono letteralmente innamorata dell'immagine del vento, lo immagino il simbolo dell'Uno, che tutto pervade, tutto accarezza, lasciando a ciascuno la libertà di essere e di respirarlo…

 

Morte

Sia Cayce che Ramtha sostengono l'illusorietà della morte.

"Esiste un'unica vita infinita"ricorda Cayce nelle sue letture vitali, l'esperienza della morte ci consente il passaggio ad un'altra fase di esperienze, ad un altro capitolo della stessa vita.

Ramtha esaspera questo concetto fino a sostenere che noi "moriamo perchè crediamo di morire, moriamo perchè abbiamo paura di morire". Ancora una volta invita ad espandere la propria consapevolezza oltre i sentimenti di paura, oltre alla credenza che il nostro mondo conosca una fine, poichè non esiste una fine. Quando conosceremo ed integreremo nel cuore l'infinità e l'illimitatezza della vita, non avremo più bisogno di sperimentare l'illusione della morte. Essa riguarda il corpo, che è un veicolo dell'anima, Cayce e Ramtha concordano pienamente su questo .

Apprendiamo dunque tali concetti direttamente dalle parole di Ramtha:

"Il corpo è solo un servitore, uno strumento dei vostri pensieri. Vivrà solo il tempo che voi gli permettete di vivere. La morte è una grande illusione perchè tutti pensano che debba esserci. L'unica realtà è la vita. Tu morirai solo se credi che debba accadere. La morte significa la fine solo per il corpo, ma non per il sè personale che lo abita…. Ama te stesso, benedici il tuo corpo, parla alla tua anima, che è il signore del tuo essere e ordinale di produrre gli enzimi della giovinezza, ed essa lo farà . Sappi che il corpo può vivere eternamente. Come?Dicendogli di farlo. L'immortalità si raggiunge solo eliminando il concetto di morte. L'intera umanità 'potrebbe eliminare la farsa della morte se invece di vivere nel futuro o nel passato, vivesse nell'eternità del momento presente e se l'aspettativa nei confronti della vita fosse più forte di quella nei confronti della morte. L'attesa della morte sarà eliminata negli anni che verranno, perchè il tempo non esisterà più e queste verità diverranno realtà viventi in ogni essere umano su questo piano. E allora la morte diverrà un nulla senza senso. "

 

Patrizia

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