Domanda e risposta
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Bona e San Pietro
Risposta a: Doriana - 25/04/2009
Ciao Caro Doc, al seminario, i documentari sulle sedute di ipnosi hanno illustrato bene la metodica. A me ha colpito la trance della signora che soffriva d'ansia per i figli: in trance è stata lei stessa a pescare il contenuto "adatto" per rispondere pro-attivamente al suo "problema"; a tal fine ha sperimentato un OBE che le permettesse di verificare l'assistenza di un amico invisibile (per ognuno).Giusto? Avviene così: l'ipnosi dà una chiave d'accesso, ma è il Sè a orientarsi nella direzione giusta per risolvere il conflitto, toccando le opportune corde. E' questo che intendi quando sostieni che non esiste alcun condizionamento da parte del terapeuta,ma solo una "conduzione dolce",e che, è il paziente a innestarsi nelle tracce conflittuali e a produrre la propria guarigione? Allora, se ciò non è più che perfetto da parte dell'Uno? Cos'altro lo è? In noi stessi, abbiamo il "guaio" e il potere di guarirlo. E il Bona, come San Pietro, che ci offre le chiavi! ;-) Con simpatia, Doriana
Risposta:
Cara Doriana, spero che non si avvii una pratica di beatificazione del Bona, perchè sono ancora orgoglioso dei miei limiti e dei miei difettucci. L'ipnosi regressiva è molto simile ad un metodo socratico nel quale si da per scontato che l'Uno conosce già la strada. Hai profondamente ragione quando dici che è il Sè del paziente che lo orienta nella giusta direzione. Io devo fare il meno possibile per interferire con la potenzialità autoguaritrice che ogni persona ha dentro di sè.Buona Vita Angelo Bona


































