Domanda e risposta
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batofobia
Risposta a: Serena - 10/05/2009
Gentilissimo dott. Bona, il mio nome è Serena. La ho conosciuta attraverso la lettura dei suoi libri e seguendo i suoi seminari. Vorrei parlarle di un problema che mi si è presentato dall’anno 2004. Non riesco più a guidare l’auto con serenità, soprattutto in autostrada, perché sopra i viadotti sono assalita dal panico. Le mani si gelano, inizio a sudare e la lingua si informicolisce. La sensazione che provo è quella di cadere dal viadotto con la mia auto. Cioè mi accade che mi penso come già in caduta e sono sicura che perderò il controllo della vettura, come se la sua direzione non dipendesse più da me. Le volte in cui mi sono ritrovata in tale situazione la sofferenza è stata enorme e con fatica sono riuscita a superare il viadotto, anche perché il mio piede non riesce proprio a spingere sull’acceleratore. Il fenomeno si presenta anche se a guidare è un’altra persona: in tale caso cerco di spostarmi sul sedile il più possibile vicino al lato interno della carreggiata. Mi è impossibile dissimulare il mio malessere e quindi i miei compagni di viaggio si rendono conto del mio problema. In generale non amo guidare e viaggiare in auto, comunque sono brava a farlo e nelle strade non sopraelevate vado sicura e senza alcun timore. Questa fobia condiziona negativamente tutti i miei spostamenti, purtroppo quindi anche quelli che devo fare per lavoro, tanto che, prima di un viaggio, se sono io a guidare, devo scegliere una strada necessariamente senza viadotti o, in assenza di tale possibilità utilizzare un mezzo alternativo di trasporto. Sono una giovane donna, sposata e ho una bellissima bambina di 10 anni, esercito con passione la mia professione di avvocato e affronto ogni giorno in maniera positiva la vita. Sono fortemente determinata a trovare la soluzione anche di questo mio problema e spero che lei possa aiutarmi. Penso che forse potrei trarre giovamento attraverso l’ipnosi regressiva, arrivando all’origine del trauma, che sinceramente, per quanto mi sia sforzata di ricordare, non ha radici nella mia attuale esistenza. Le chiedo di rispondere a questa mia mail e di volere, quando ne avrà disposizione, riservarmi un poco del suo tempo. So che è molto impegnato, ma io so aspettare. Con stima, le invio i miei migliori saluti. Buona vita e buon lavoro. Serena
Risposta:
Cara Serena, non si può avere paura di un viadotto, ma piuttosto di cadere dall'alto. Il disagio derivante dalla paura del baratro può essere definito batofobia, ma una parola non risolve di certo la radice profonda di un problema. Credo si tratti di un samskara o impronta karmica che hai derivato da precedenti vite. L'ipnosi regressiva potrebbe aiutarti. Buona Vita Angelo Bona


































