Domanda e risposta
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Caro saggio Giampiero grazie!
Risposta a: Gianpiero - 01/02/2016
Caro. Dr. Bona Vorrei dire una cosa alla "madre in pena per il futuro del proprio figlio". Non ci girò in torno: Io ero come suo figlio alla sua età. In sostanza ero arrabbiato e frustrato con il mondo e avevo paura di affrontare i problemi. La cura è stata andarmene negli stati uniti per circa un anno. E' stato difficile e gli effetti non li ho visti subito. Ma sono cambiato. Poi ho vissuto da solo e poi son venuto in Inghilterra. Un consiglio che darei è il seguente: avete paura di fare qualcosa? Pensateci e se i pro sono maggiori dei contro (bisogna essere onesti con se stessi e non trovare false scuse), fatelo anche se se avete paura. Se lei vuole bene davvero a suo figlio lo deve spingere ad andare via in un ambiente stimolante e che lo faccia crescere, anche se soffre. La sofferenza rafforza...L'importante è essere sempre lì come genitori sostenendo ma con severità quando necessario. In bocca al lupo.
Risposta:
Caro saggio Giampiero, grazie di avere moderato la verve di BG. Riscriverò alla mamma in questione. Hai ragione ed era quello che tra le righe volevo comunicare forse con troppa forza. Si deve avere il coraggio di separarsi. Si deve tra genitori e figli avere il coraggio di dire "vai, costruisciti la tua strada!". Questo non implica un abbandono. Il cuore sarà sempre insieme al figlio o alla figlia lontani. Nel tuo caso è stata fondamentale la trasferta che hai fatto. Bisogna cresce e bisogna che ti lascino crescere. la sofferenza rafforza, ma ad un certo punto si tramuta in autonomia ed in coraggio. Buona vita Angelo Bona


































