Domanda e risposta
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Il passato-presente
Risposta a: Pasquale - 09/08/2009
Angelo, nella sua risposta a Giusi, ha detto che . Quello che mi è difficile capire, caro Angelo, è che se l’avverbio , lo dobbiamo intendere letteralmente, così come indicato nel vocabolario, ciò vuol dire che la nostra vita ora sta scorrendo contemporaneamente, anche in altre infinite dimensioni (universi paralleli), benché connesse da canali spazio temporali. Tradotto ciò, in termini più vicini alla mia modesta comprensione, significa che io e tutti noi, stiamo ora vivendo contemporaneamente anche in altri universi paralleli, magari in un’altra forma fisica, ma con un diverso livello spirituale, in una temporalità differente o al limite in un’atemporalità assoluta che implica una condizione di massima evoluzione spirituale. E’ proprio il concetto di atemporalità che, nonostante ogni mio sforzo, non riesco a comprendere o meglio a contestualizzare. Da quando ho deciso di addentrarmi in questo argomento (come vede ho ascoltato il suo consiglio e ho cominciato a studiare), per prima cosa mi sono proposto di capire che cosa sia effettivamente il tempo. Le confesso che prima d’ora non mi ero mai posto questa domanda, in quanto avevo già un’idea precisa di cosa fosse il tempo. Esso, per me infatti, era solo una grandezza fisica misurabile, per cui non ho mai avuto interesse ad avventurarmi in considerazioni e approfondimenti che esulassero dal puro significato fisico del termine. Provando, però ad approfondire l’argomento per venire in qualche modo a capo di questo enigma, ho scoperto con sorpresa, che già Sant’Agostino nelle Confessiones con profondità filosofica sottesa al suo mistero, con queste parole: "Se nessuno me lo chiede, lo so. Se dovessi spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”, si era posto la stessa domanda: che cos’è il tempo? Personalmente, come ho detto prima, ho sempre ritenuto il tempo una grandezza misurabile e scomponibile, ma solo ora, dopo aver approfondito, ho capito che esso è anche, semplicemente, una traccia che definisce il cambiamento della storia, il ritmo che marca le differenze vitali del prima-adesso-dopo; insomma, esso é il senso dell’attesa, del desiderio, dell’evoluzione o della ripetizione. In ogni caso, per quanto precisamente possa essere misurato, il tempo rimane in sé qualcosa di sfuggente. Il passato è ciò che ora non è più; il futuro qualcosa che non è ancora e lo stesso presente, che talvolta ci appare anche troppo concreto, non è costituito che da attimi, cioè infinitesime parti di un tempo senza fine, e di cui abbiamo coscienza solo una volta che sono trascorsi. Allora cosa sia veramente il tempo, forse, noi non lo sapremo mai. Sono però consapevole che questa una riflessione angosciosa, perché proprio la cosa fondamentale della nostra vita, cioè quella che segna la nostra nascita e la nostra morte, per quanti sforzi noi possiamo fare per interpretarlo compiutamente, in assoluto, resta sempre intangibile e invisibile. Fra l’altro, J.T. Frazer, fondatore della Società Internazionale per lo Studio del Tempo ed autore di vari libri, aventi il tempo come tema centrale, con le sue ricerche sulla percezione del tempo è riuscito ad individuare i seguenti sei livelli di analisi del tempo: 1) atemporalità: se il mondo viene considerato come un immenso campo elettromagnetico, il tempo non esiste. L’emissione, in un certo istante, di un fotone ed il suo successivo assorbimento, anche a due anni di distanza, per quanto riguarda il fotone è del tutto irrilevante; 2) prototemporalità: se il mondo viene considerato dal punto di vista delle particelle elementari, il tempo non è frammentato, è privo di direzione e non fluisce. Gli eventi possono essere localizzati solo in maniera statistica; 3) eotemporalità: se il mondo viene considerato come materia dotata di massa, il tempo in esso è continuo, ma privo di direzionalità ed immobile. Non esiste in esso passato, presente e futuro; 4) biotemporalità: se il mondo viene considerato come luogo espressivo della materia vivente, esiste in esso passato, presente e futuro. Il tempo in esso è limitato e dominato da fenomeni antropici con limiti temporali comuni, ancorché tipici per tutte le specie animali; 5) nootemporalità: se il mondo viene considerato come interpretazione della mente umana, esiste il passato, presente e futuro con orizzonti illimitati. La percezione del presente è in funzione del livello attentivo dei singoli individui; 6) sociotemporalità: se il mondo viene considerato come sistema integrato di espressioni culturali, esiste un tempo codificato attraverso i calendari e gli orologi. È un tempo condiviso e convissuto da tutti gli esseri umani. La suddivisione effettuata da Frazer, se da un lato costituisce un passo in avanti nella ricerca, per il fatto che la percezione del mondo cambi completamente a seconda che venga adottato uno piuttosto che un altro dei citati sei livelli di analisi del tempo, a tutt’oggi il tempo rimane ancora un mistero tutto da svelare, soprattutto perché non esistendo il due, è veramente difficile comprendere come possa coesistere nell’Uno la biotemporalità e l’atemporalità.
Risposta:
Caro Pasquale, ascolta le parole di Sant'Agostino e dimmi se non la sapeva lunga: «Un fatto è ora limpido e chiaro: né futuro né passato esistono. È inesatto dire che i tempi sono tre: passato, presente e futuro. Forse sarebbe esatto dire che i tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Queste tre specie di tempi esistono in qualche modo nell'animo e non le vedo altrove: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l'attesa.» Sant'Agostino ....che ne dici? Anche Agostino concodra sulla esistenza di un presente che ingloba in sè ogni altra variabile del tempo lineare. Non è vero che il tempo non esiste. Esso è l'indispensabile "sostanza", insieme allo spazio, della nostra mente automatica. I canali spazio temporali sono gate, porte di accesso in altre dimensioni non necessariamente coerenti con la nostra realtà. Per questa ragione, passando al di là, ci possiamo trovere proiettati in un PRESENTE-PASSATO che chiamiamo VITA PRECEDENTE. In realtà anch'essa è una VITA nella VITA, sincronica al qui ed ora. Buon tempo e buona Vita Angelo Bona


































