Domanda e risposta
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La Perdonanza
Risposta a: Pasquale - 28/08/2009
Caro Angelo, in una tua precedente risposta, hai detto che quando stiamo per arrabbiarci, dobbiamo chiedere se qualcuno ha ferito il nostro ego. In linea di massima, io penso che un simile proponimento sia giusto, anche se a mio modesto parere, non può essere elevato a norma ed applicato sempre, a prescindere dalle motivazioni che danno origine alla “rabbia” (come è brutta questa parola). Le immoralità che emergono sia nella vita privata che in quella politica e sociale di alcune persone e che danno origine a sofferenze, ingiustizie e soprusi verso i più deboli, rappresentano appunto un classico esempio di rabbia non reprimibile. Infatti, quando si offende e si violenta l’etica, il vero senso dell’esistere umano, è difficile voltare la faccia e far finta di nulla, raggiungendo così un impossibile compromesso con la propria coscienza. Per fare questo, occorrerebbe aver già debellato totalmente il nostro fardello di ego che ci portiamo dietro di esistenza in esistenza ed essere quindi in un elevato livello di vibrazione che nell’attuale nostra esperienza materiale, fino a prova contraria, è davvero raro trovare. Confido in una tua risposta. pasquale
Risposta:
Caro Pasquale, non giudicare i carnefici, i capi popolo, i mammasantissima. Sono loro le parti riflesse di te stesso che hanno più bisogno di essere perdonate. Oggi sono stato a Collemaggio e ho attraversato la Porta Santa. Domani resterà ancora aperta e vale la pena varcarne la soglia. L'uscita dallo spazio/tempo è il PERDONO ed è solo attraverso l'indulgenza del PERDONO che potrai, potremo annientare gli eserciti dell'ombra. Ciò non vuole dire divenire succubi degli Scribi e dei Farisei ipocriti,ma concede al perseguitato, a chi subisce un'ingiustizia, una vessazione, la libertà dal labirinto del rancore e della rabbia. Buona Vita Angelo Bona


































