Domanda e risposta
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ugualmente abile
Risposta a: Sara - 08/03/2012
Caro Angelo, sei riuscito a insinuare in me il dubbio che forse davvero quella di mio figlio non è una malattia come di solito si definisce. 13 anni, epilessia inizialmente non ben curata che ha causato ritardo mentale, disturbi di comportamento e di linguaggio..il bene infinito che gli voglio non mi ha impedito di arrivare a inserirlo temporaneamente in una comunità dove tra l'altro è migliorato da subito..ma soffro, infinitamente. Vorrei..interagire di più con lui, vorrei che il fratello minore lo accettasse e lo amasse ancora di più, vorrei poterlo riprendere senza che ritornino i drammi passati, dove alzava le mani anche senza gravi motivi. Ma per lui lo erano. Hai qualcosa da suggerirmi, anche fosse un libro, che possa aiutarmi in questa strada dove l'amore in passato non è bastato? Ti ringrazio, sento una grande speranza nel mio cuore.
Risposta:
Cara Sara, non considerarlo mai "diversamente abile". Tuo figlio è "ugualmente abile" ed anzi certamente sensibilmente più' abile di tantissimi altri suoi coetanei. Non considerarlo mai diverso. Concentrati sulla sua anima e comprendi l'importanza edd il coraggio che ha avuto scegliendo la sua difficoltà attuale. Buona Vita Angelo Bona


































