Domanda e risposta
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Le parole del Templare
Risposta a: Giorgio - 27/12/2009
Egregio dott. ieri sera precisamente il 25/12/2009 a voyager hanno parlato dei templari e precisamente di Celestino quinto e della chiesa dell'Aquila non hanno forse anticipato quello che sara' l'argomento del suo prossimo seminario? se si come mai questo interesse ?e questo volere anticipare ? Grazie
Risposta:
Caro Giorgio, leggo da anni tutto ciò che trovo sulla Milizia del Tempio e, prima di assistere al colloquio avvenuto nel mio studio durante la doppia canalizzazione tra Celestino V e Jacques de Molay, pensavo di saperne a sufficienza. Ero indignato contro Filippo il Bello e Clemente V per la protervia, la crudeltà, il cinismo dimostrati contro i Templari. Continuavo a scuotere il capo rileggendo le incongruenze di date e imputazioni tra la tanto sublimata pergamena di Chinon e la Bolla Faciens Misericordiam. Sono rimasto sorpreso nell'assistere al puerile tentativo di taluni di amnistiare in TV Clemente V. Il documento di duplice trance che ho ripreso con le mie telecamere ha stemperato ogni irritazione. Le parole di Celestino V veicolato da A. e di Jacques de Molay veicolato da Maria Teresa sono state inequivocabili. Il Grande Maestro templare è ancora a Cipro nel 1307 e mi rivela che molti anni prima Celestino V che chiama "fratello Pietro", gli ha predetto tutti i passi che lo condurranno ad assistere allo scioglimento ed alla persecuzione dell'Ordine. La voce di Celestino V lo fa sussultare e nella commozione reciproca i due intessono un dialogo fondamentale per comprendere ciò che è veramente accaduto. Ho pertanto accantonato le diatribe filologiche di pergamene e bolle e mi sono concentrato sulle affermazioni esplicite, dirette dei due protagonisti. Gli insegnamenti portanti di Pietro da Morrone sono la Libertà e la Perdonanza. Sono queste le armi di luce che vengono consegnate nelle salde mani di Jacques de Molay. Si spiega di conseguenza l'immenso stoicismo del Grande Maestro di fronte agli inquisitori: un Socrate che nobilmente beve l'amaro calice senza difendersi. Si alza insieme a Geoffroi de Charney ed insieme si dichiarano colpevoli non dei delitti a loro imputati, ma di non avere difeso l'Ordine che valutano puro e santo. Affermano di aver ricevuto false accuse e di aver rilasciato confessioni strappate con la tortura. L'inevitabile conseguenza è per loro l'agognato rogo già predetto da Celestino V. Un eretico relapso doveva essere immediatamente arso vivo senza il giudizio di una commissione papale. Al tramonto il rogo venne innalzato sull'isola della Senna detta dei Giudei, ma dai documenti di trance una stella riluceva sul patibolo. Nessuna maledizione venne scagliata da Jacques durante la rapida agonia. L'esortazione a Papa Clemente V e a Filippo il Bello a redimersi perchè sarebbero morti entro lo stesso anno squarciò la notte. Prima di spirare il grande Cuore di un Cristo-Templare pronunciò le stesse parole che Gesù donò ai suoi carnefici:" Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno!". La Perdonanza di Celestino, come profetizzato da fratello Pietro, era stata portata fino all'apice del Calvario. Buon Uno Angelo Bona Ps: mi rendo conto dell' immensa portata di questa rivelazione, ma credo che l'Amore sia un patrimonio comune anche agli autori televisivi.


































