Domanda e risposta
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L'Uno che evolve
Risposta a: Sara - 17/06/2010
Caro dottore, mi scusi se insisto rispetto al caso descritto il 13 giugno. Non l'ho scambiata per un confidente spirituale ne percolui preposto a sciogliere i miei dubbi, ma ci tengo molto al suo parere, perchè è sempre uno spunto. Se la donna atrocemente uccisa ha incontrato se stessa, non è vero come dice Maria Teresa che siamo tutti protetti, che non bisogna aver paura etc. Perchè io posso pensare continuamente di essere protetta, ma se nella vita precedente ho ucciso, dalla sua risposta deduco che prima o poi devo passare attraverso quell'esperienza, o se ho stuprato, tradito etc. E se tanto mi da tanto, dato che di stralci di vite precedenti ne vedo tanti, quante possibilità ho avuto di sperimentare la lontantanza dall'Uno? Non voglio provocare, vorrei capire. Non aver paura significa accettare qualsiasi cosa succeda perchè fa parte della nostra evoluzione? Allora siamo punto e a capo! Grazie sempre e comunque. Un abbraccio dalla bassa vibrazione.(che evolve)
Risposta:
Cara Sara, non esiste una soggettiva lontananza o vicinanza dall'Uno. Ogni piu' piccola parte dell'Uno è l'Uno stesso. Chi uccide, chi viene ucciso; chi stupra, chi è stuprato... soggetto e oggetto...appartengono al mondo del due, ma nell'Uni-verso dell'Uno chi uccide uccide se stesso, chi stupra violenta se stesso e genera i presupposti per sperimentarlo karmicamente, molti direbbero in una vita futura, in un tempo futuro. Se il tempo all'interno dell'Uno non esiste...allora sincronicamente chi uccide l'altro mette fine alla propria vita terrena, il soggetto e l'oggetto coincidono. Ognuno di noi ha quindi ucciso, stuprato, derubato perchè l'Uno si concede il GIOCO o il libero arbitrio di evolvere attraverso un percorso di autoapprendimento partendo dall'ignoranza del DHARMA, dell'AMORE.Buona Vita Angelo Bona


































