Domanda e risposta
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sacrifici umani
Risposta a: Maurizio - 24/06/2010
Salve, ho letto già due volte il libro "Il palpito dell'uno". Credo che lo leggerò altre "x" volte perchè credo che sia un capolavoro dal quale mi sento attratto e che credo celi tante verità che necessitano di tempo per essere assimilate dalla coscienza. Una sola sbavatura che non riesco ad assimilare. Essa riguarda la parte che parla delle usanze dei Toltechi e dei Maya a pag.243, 244 in cui la Guida sembra che giustifichi, nel nome della tradizione, la facilità con cui delle persone venivano private della vita ed anzi ne erano onorate, nel nome di non si sa bene cosa e con che scopo. La liberazione dal corpo potrebbe essere cosa attesa e gradita, ma secondo me non si può e non si deve provvedere a ciò anzichè tempo ed anzi bisogna far resistenza per resistere quanto più possibile nella materia (ne è prova anche la testimonianza di mister X nel libro "Lettere di un morto tuttora vivente" di E. Barker) trovo strano che una Guida di tale elevazione sia così indulgente! Cari Saluti
Risposta:
Caro Maurizio, in alcune civilta' antiche quali quella dei Celti, degli Egizii, l'immolarsi alla divinità era una scelta di libero arbitrio ed un grande ONORE. Pensa a Cristo che di certo non è stato obbligato dai Romani a salire sulla croce, ma ha volutamente scelto il Suo Calvario per donare al mondo un CRISTALLO d'AMORE. Buona Vita Angelo Bona


































