Domanda e risposta
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Chimero e Chimera, i sosia karmici
Risposta a: Rosario - 26/08/2010
Gentite Dr. Angelo Bona, sono tante le domande che vorrei porle al momento sul "sosia karmico", ed alle quali suppongo otterrò risposta leggendo alcuni dei suoi libri che affrontano il tema e che ho appena ordinato. La più urgente alla quale fremo di ottenere risposta prima possibile ho deciso di porgliela qui, ed è la seguente. Ammesso che individuiamo colui o colei che è a tutti gli effetti il nostro sosia karmico, chi siamo noi per costui? In termini più semplici, abbiamo per questa persona la stessa funzione che egli ha per noi o il processo distruttivo, o ricostruttivo che dir si voglia, va in un solo senso? O meglio ancora, se, come lei sostiene, siamo stati noi a crearlo per una ragione ben specifica, è altrettanto vero che egli ha creato noi per una analoga ragione? Insomma, mi chiedevo se devo identificarla come una presenza OSCURA nella mia - e non solo nella mia - vita che esiste solo perchè io possa evolvermi, o io sono indispensabile a lei come lo è a me? Grazie. Rosario
Risposta:
Caro Rosario, esiste una LEGGE DI GENERAZIONE per cui sei tu a partorire la tua Chimera Karmica e nel caso di una donna, il suo Chimero. Questa figura mitologica vive nel tuo inconscio e a sua volta ti genera seguendo l'inevitabile legge della RIGENERAZIONE RIFLESSA. La Vittima genera il Carnefice come la Notte genera il Giorno e ciò vuole dire che, rimanendo sempre dentro l'infinita metafora dell'Uno, nulla è in realtà oggettivo o soltanto soggettivo. Leggi il RgVeda e ti renderai conto che nel pensiero ADVAITA i due opposti si Unificano. Quindi la tua Chimera è una scoria karmica che stai cercando di depurare e a sua volta la Scoria evolverà seguendo un ciclo di riunificazione all'Uno. Non è difficile se parti dal postulato che nulla è oggettivo o persecutorio, ma tutto è PERFETTO. Buona Vita Angelo Bona


































