Domanda e risposta
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la morte come liberazione
Risposta a: H. roberto - 25/12/2010
PARTE 1° Egr. Prof. Bona, ho partecipato sabato 18/12 al seminario di Bologna, dopo quello che s'era svolto in maggio. L'argomento riguardante la scuola di immortalità mi interessa alquanto. Io mi sono avvicinato alla filosofia e alle tematiche spirituali all'età di 25 anni (avendo fatto studi tecnici, ero completamente a digiuno di queste tematiche), e ho avuto la fortuna di imbattermi nell'Antroposofia di R. Steiner, che è stato citato anche dall'avv. Maria Grazia Lopardi. Vede, egregio Prof. Bona, per me, più che guarire dalla malattia "morte", io ho bisogno di guarire dalla malattia "vita", perchè quest'ultima mi dà da fare ben più della morte, che ho sempre visto come una soluzione, una via d'uscita al problema vita. Non voglio quì dilungarmi sulla mia visione (diciamo pure pessimistica) della vita, ma le dico solo che l'ho sempre percepita come un percorso di sofferenza; la morte diventa anzi una liberazione. La ragione del mio scritto sta pero' altrove. PROSEGUE PARTE 2°
Risposta:
Caro Roberto, la morte spesso non è una liberazione, ma l'inizio di un nuovo percorso di rinascita con un'ulteriore morte. La Scuola di Immortalità ha il senso di guarire la morte, cioè di renderla un passaggio non reincarnativo, ma evolutivo in una nuova dimensione. Buona Vita Angelo Bona


































