Domanda e risposta
Si avvertono gli utenti del sito che le risposte dell'A.I.I.Re., gli interventi nel blog e nel forum sono di natura amichevole e non sostitutivi di una consulenza professionale diretta.
dipendenza dalla psicoterapia
Risposta a: Marianna - 09/02/2011
Caro Angelo, ho letto con interesse e comprensione la tua risposta sui non idonei alla regressione e credo proprio che costoro, quasi tutti, non siano idonei a nessun tipo di relazione profonda e duratura. Si assaggia e se rende subito ok, altrimenti non vale la pena investire. La mia domanda è questa: tra questa posizione ipercinetica e una stasi senza senso e senza frutto, ci deve essere un confine riconoscibile. Intendo dire che una psicoterapia a volte dura anni, spesso non finisce propriamente mai, se non per sfinimento del paziente che si sente solo dipendente e comincia a vergognarsene, oltre che a interrogarsi sulla utilità della terapia stessa cui si sottopone con diligenza e buona volontà. Dunque, come capire quando è il caso di continuare e quando invece è il momento di smettere? E come riuscire a staccarsi da una dipendenza di lunga data da una psicoterapia? Da soli o con l'aiuto del terapeuta? Parlo di casi senza patologie. Grazie
Risposta:
Cara Marianna, che strana parola è la psicoterapia. La sua derivazione etimologica farebbe pensare, da psuchè anima, ad una terapia spirituale. Negli istituti di psicologia ed in molte scuole di psicoterapia di anima se ne è persa completamente la traccia a favore di un pragmatico realismo. La psicoterapia dovrebbe allora definirsi logsterapia o timiaterapia. Non capisco perchè si usi un prefisso al quale non si crede. La psicoterapia interminabile dovrebbe ancora chiamarsi amicoterapia. Buona Vita angelo Bona


































