Domanda e risposta
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pasta di sandalo
Risposta a: Paolo - 15/01/2012
10. “Io sono l’Uno, il Fondamento”, così si deve invocare (avahayet) il Signore Shiva. Quindi si deve preparare il seggio (asana) pensando al Sé fondato in sé stesso. 11. “Non ho alcun contatto con la polvere della virtù e del peccato”, così il saggio deve offrire la lavanda dei piedi (padya), poichè questa è la conoscenza che distrugge ogni peccato. 12. Si deve rigettare l’ignoranza senza inizio, fondata nello scorrere del tempo. Questo è la vera offerta dell’acqua (arghya) per il simbolo del Sé. 17. Questo mondo composto da numerose impressioni è supportato da me, e da nessun altro”. Questa meditazione è la pasta di sandalo (chandana) del Sé. Buona giornata Doc :)
Risposta:
Caro Paolo, 18) Non conosco il dolore se medito nel TALAMO ARCA e mi inebrio del bianco profumo dell'Acacia 19) Ho edificato il turbine del SANSARA ed è in mio potere ridere del suo vortice. 20) Dalla Sorgente del Vento ascolto il murmure del VUOTO che URLA e CANTA nella atermporalita' della LUCE. 21 Quando ADVAITA incontro' il basso e l'alto, il genere e la specie, il trono e la polvere, il seme e l'aridita', il padre e la sterilità, l'Assenza e la Gioia, i diecimila mantra e il candido silenzio della neve...tutto si unifico' nel CUORE-TALAMO nella DANZA ESTATICA del SAMADHI. Buon SAMADHI Angelo Bona


































