Domanda e risposta
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Comunita' scientifica e gioco
Risposta a: José - 06/01/2012
Caro fratello, ho letto l’articolo pubblicato su Counsciousness and Cognition. Ricordo quando all’Università si studiava il sistema nervoso, l’incognita che gravava sulle funzionalità del cervello ed altre parti del SNC e quanto questo mi incuriosiva.Ma la scienza è abituata più ad affermare quello che crede di sapere che a riconoscere con umiltà quello che ignora.Ti immagini una Conferenza organizzata per dire soltanto tutto quello che NON si conosce?In passato siamo andati avanti anche accettando teorie di comodo.Forse è arrivato il momento di riconoscere il valore unico ed a volte irripetibile delle esperienze.L’albero vive grazie alle radici ma non si vedono.L’Amore non è scientificamente misurabile ma sappiamo di amare.Ho visto il tuo nome nei ringraziamenti.E’ una cosa importante e Bankeris ti sorriderà mentre varcherai la porta della “Comunità Scientifica”.Sto leggendo per la seconda volta l'ultimo libro.Ho sognato che qualcuno mi mostrava 7 ruscelli che confluivano a valle.José
Risposta:
Caro Josè, Bankeris giocava quando mi sgridava sulle mie velleita' scientifiche. Nessuna strada di ricerca spirituale o scientifica deve essere preclusa perchè l'Uno è anche una risonanza magnetica funzionale. Come hai visto, doopo due anni di impegno non ho ancora avuto il diritto di vedere il mio nome insiene a quello dell'equipe che la condotto la ricerca. Pensa che la selezione, l'indizione, i protocolli sono stati tutti coordinati da me insieme ai colleghi. Questa inspiegabile invisibilita' del mio nome è l'insegnamento piu' importante che ho ricevuto. Nello studio grosso, quello successivo alla preview ci sar0' anch'io pare. Sto ricevendo delle incredibili educazioni antiegoiche che sono la vera essenza di tutto cio' che ho combinato al Don Gnocchi di Milano. Sono poi veramente la Strega Bacheca per chi si bunkerizza nei limiti dell'ipnosi eriksoniana e detesta la trance regressiva. Non se ne puo' nemmeno parlare e chi pone domande riguardanti questo taboo viene accompagnato all'uscita della chiese-scuole di ipnosi medica. L'ortodossia è arroccata per motivi di lucro alle sue fatiscenti credenze. Mi viene da scompisciarmi dalle risate se leggo le definizioni di ipnosi che alcuni colleghi scolpiscono su internet: "? parlano di una forma speciale di concentrazione, focalizzazione dell‘attenzione verso il proprio interno...pur essendo assorti nel mondo interiore, una parte coscente percepisce ed è attenta all‘esterno..."ma stiamo scherzando? Questo è un livello di rilassamento a cui puo' seguire la trance profonda che non sanno indurre e che nei soggetti "virtuosi" raggiunge l'Arca-Talamo e l'emersione di contenuti esistenziali pregressi o atemporali. Stiamo facendo due cose diverse, due lavori diversi ed è per questo che i colleghi mi guardano con inquietudine. Nessuno di loro parla di anima, di pratiprasavah, di riassorbimento spirituale nell'Arca-Talamo, nel "terzo occhio" e nel Cuore. Nessuno parla di evoluzione spirituale, degli antichi insegnamenti dei Rishi indiani. La via del respiro, il vipassana non è menzionata in nessun articolo sull'ipnosi ed invece è fondamentale essendo il primo passo che supera l'impermanenza e fa accedere la coscenza al mondo del Grande Oltre. L'ipnosi non è un accordo tacito tra un conduttore ed un paziente di essere conciliante e rilassato per mezz'ora. I giochini della programmazione neurolinguistica servono molto piu' al marketing che alla terapia e gli stati di coscenza profondi non sono una chimera per matti, ma la grande via di liberazione. Bene , dopo queste esternazioni che spero tu sopporti, smetto di bimbogigiare e ritorno alla mia flemma solita. Non vorrei che fraintendessi il mio atteggiamento. Sono talmente entusiasta dell'Uno e della mia vita professionale che gradirei avere piu' amici tra i colleghi e non essere considerato come un inchiostro anche se a volte simpatico. Buona Vita Angelo Bona


































