Domanda e risposta
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un manicomio famigliare
Risposta a: Artemide - 09/09/2011
Caro dottore, mi dispiace disturbarla ma leggo tutti i giorni le sue risposte e mi sono detta: può essere che risponda anche a me. Cosa posso fare contro quest'ansia che mi corrode. Che mi obbliga a dover essere la prima in tutto. A correre sempre perché altrimenti il mondo non mi aspetta. E' una vita che mi fanno correre: a studiare, a leggere, a imparare, capire, ascoltare. Sono fatta così, non sono destinata ad essere prima, faccio parte della media. A 37 anni nonostante i miei sforzi e l'uscita dal linfoma di hodgking senza dire nemmeno un 'mi sento male', ancora non ho la forza economica per uscire da questo maniconio che è la mia famiglia. Un padre depresso, una madre rancorosa. Fra queste persone ci sono capitata io. Una che ama la poesia, che adora scrivere, che vorrebbe un piccolo orticello. Che sta inseguendo un sogno. Perché nonostante i miei sforzi non riesco a realizzarmi? E' colpa mia? Piango da sola per qualiasi motivo. Lo faccio spesso e temo di essere depressa.
Risposta:
Cara Artemide, in primo luogo devi sapere che hai generato questa famiglia-manicomio per essere provocata dal dolore fino a ridimensionare il tuo ego. Loro sono specchi della rabbia che hai contro te stessa e hai tutti i diritti di perdonarti/perdonarli e iniziare a camminare con le tue gambe emancipandoti da loro.Buona Vita Angelo Bona


































