Domanda e risposta
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IL BONOBO SIAMO NOI
Risposta a: Alessandra - 30/03/2012
Caro Dott, è proprio vero che gli alberi sono nostri fratelli, non solo spiritualmente.Già Darwin scriveva:" Siamo tutti legati in un'unica rete"e recenti studi sull'evoluzione hanno dimostrato che l'uomo ha 1 cospicua percentuale del suo codice genetico in comune con la banana, il topo, le piante.Ugualmente la diversità della pelle tra le varie etnie è il risultato di adattamenti a climi ed a contingenze locali, le razze umane non esistono, perchè sotto la pelle siamo tutti uguali. All'origine dei massacri citati da voi, cari amici, ci sono discriminazioni razziali, frutto dell'ignoranza e di 1 prepotente "specismo" così come accade x i massacri di animali.Non è mettendo tutte le stragi in un unico calderone e parlando solo d'amore che si possono elevare le coscienze, purtroppo, bisogna combattere l'gnoranza. Lascio la parola a Gandh: "La grandezza di 1 nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali". Un abbraccio
Risposta:
Cara Alessandra, il bonobo o scimpanzè pigmeo o nano è l'animale piu' vicino geneticamente all'uomo. Pensa che la differenza genetica tra il bonobo e noi umani è intorno all'1%. Non siamo poi cosi' diversi dal maiale che viene studiato non solo per ridurlo ad insaccati, ma per i trapianti. Persino il lombrico o la drosofila, il moscerino della frutta ci assomigliano. Se passiamo al mondo vegetale la Arabidoptis detta anche arabetta comune possiede 26000 geni e noi 31780, non molti di piu'. Crediamo di possedere il primato in quanto primati, ma la realtà genetica ci spodesta dal trono degli dei. Noi siamo animali, siamo piante, siamo sassi, siamo l'Uno che si trasforma in una variante di continua impermanenza. Disturba la paranoia umana il concetto di essere non simili, ma praticamente identici ad uno scimpanzè. Taluni vorrebbero essere talmente diversi da reperire ad esempio il gene dell'anima. Cartesio era certo che gli animali fossero dei "marchingegni" senza alcun spirito tanto che non concepiva che potessero provare dolore. Per lui il "cogito" o capacità di autocoscienza apparteneva solo all'uomo e gli animali erano semplici macchine che non potevano provare sofferenza. Reagivano agli stimoli algogeni contraendosi, guando, tremando allo stesso modo che " toccando una molla di un orologio le lancette si muovono". Questa atroce concezione giustifico' a quei tempi gli abusi e la crudeltà inflitta agli animali con bieco sadismo. Non pensare che l'uomo sia poi cosi' rispettoso dei suoi stessi simili. Leggi gli articoli sugli espianti di organi in detenuti condannati a morte che vengono criticati solo perchè "gli organi derivano da persone con alto tasso di infezioni". Lo "specismo" di leader paranoici narcisisti e psicopatici putroppo riguarda la stessa razza umana. A questi dei egoici con attitudini di crudeltà e arroganza è consegnato il destino di tutta l'umanità. Esistono uomini che si credono dei e che giustificano ogni loro desiderata anche se per ottenere il loro obbiettivo devono rompere miliardi di "giocattoli". Come vedi Cartesio è ancora fra di noi. Creiamo una comunità desta, consapevole che "fermi con l'Amore chi si nutre di dolore". Buona Vita Angelo Bona


































