Domanda e risposta
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perchè studiare psicologia
Risposta a: Paolo - 13/04/2012
Salve doc. Oggi più che mai faccio una riflessione sulla mia vita... Sono tre anni che mi privo della quotidianità delle persone che amo tanto per prendermi questo foglio di carta in una psicologia in cui ormai non credo più, e per seguire la costrizione (voluta o meno) da parte della mia famiglia. Oggi rifletto sul fatto che non so perchè sto facendo tutto questo, mi pare di andare ovunque tranne che verso la felicità. Sono appena tornato da una settimana in cui sono potuto ritornare al mio paese e stare con i miei amici, per questo oggi mi sento proprio disperato ad essere di nuovo qui lontano da loro, in questa città di "cani arrabbiati" (come l'ha definita un mio compaesano) a fare sforzi per studiare una cosa in cui non credo più pienamente, e per giunta nella quasi totale solitudine. Non so nemmeno perchè le ho scritto, in realtà non ho nulla da chiedere. Ci rivediamo il 12 maggio doc, mi stia bene.
Risposta:
Caro Paolo, non stai studiando per divertirti o per credere in quello che studi. La laurea in Psicologia serve moltissimo per temprare da fachiro la tua anima. Quando ho intrapreso lo studio della medicina non mi aspettavo di entrare in un vortice di nozioni, dati, statistiche, isterismi dei docenti, pazzie e quanto più' ne puoi immaginare. Pensa che il docente di ostetricia, noto pazzo di pessima fama, mi ha chiesto all'esame una domanda impossibile e folle. "Quale muscolo eleva la coda al gatto?". Avevo carpito nei corridoi che gli studenti parlottavano di questa domanda "buttafuori". Ho risposto " Il muscolo elevatore dell'ano!". Era la risposta giusta e sono medico perché so come il gatto eleva la coda. Non pensare che sia l'unica follia che ho dovuto subire. Ringrazio ogni palpito d'ombra di questo mio karma che mi permette ora di sorridere di fronte alle peripezie della vita. Non ti chiedere sempre se ti diverti, se sei entusiasta, se credi..Orientati al fine che stai perseguendo e non pensare che il male venga per nuocere. La facoltà di psicologia è sconvolgente per l'insieme di "apparentemente" inutili nozioni da apprendere. Si devono conseguire dodici crediti di biologia e poi non esiste alcun esame che ricordi che i pazienti possiedono un'anima. Statistiche, matematiche, logaritmi e curve hanno sostituito e defenestrato il cuore, lo spirito con il quale si cura l'uomo in difficoltà. San Giovanni della Croce parla della "Notte oscura dell'Anima" ed è questa tenebra che ognuno di noi pellegrini dell'Uno deve valicare per ammiarare l'alba del Sè. Ben vengano allora le funzioni, i logaritmi, i DSM4 TR e compagnia. Al di là della palude sorrideremo forti dell'acquisizione del superamento della sofferenza. Solo allora potremo assaporare veramente la Gioia. Buona Gioia Angelo Bona


































