Domanda e risposta
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advaita
Risposta a: Sab - 11/07/2012
Carissimo Angelo, se tutto quello che noi percepiamo con i nostri cinque sensi è illusorio, imperfetto, impermanente, ma a seguito della componente egoica e dell' incoscio collettivo lo riteniamo reale, perché dannarsi tanto per un' illusione. Non sarebbe meglio, anche se è difficilissimo, prendere atto che nulla esiste, riconducendoci alla nostra sorgente, ed unica realtà che ci appartine come Essenza dell' UNO, o Spirito Santo e alle sue caratteristiche di pace, amore, armonia, gioia, eternità, unicità, infinità. Forse, in questo caso, chi riesce nell' obbiettivo, trascende la dualità del bene, del male e della sofferenza, vivendo sempre in beatitudine ed opera con il vero amore anche nella dimensione terrena. Puoi manifestarmi il tuo pensiero in relazione a questo mio scritto, se te la senti. Un vivo abbraccio.
Risposta:
Cara Sab, la nostra mente razionale esige una presa di posizione. La mente vuole capire se tutto è immaginario o reale. Secondo il concetto dell'ADVAITA, base di consapevolezza dei VEDA, tutto è e non è insieme. Dobbiamo imparare a vivere nel sogno e nello stesso tempo nella realtà. Se predilegiamo l'illusione, per quale motivo dovremmo alzarci da letto al mattino? Ogni nostro atto o karman è sincronicamente reale e illusorio, ma questo è il fantastico gioco dell'Uno. Siamo qui che ci danniamo, ma siamo già liberi nell'Oltre perfetto. Tutto è solitudine, ma tutto è Amore. Se l'Uno non fosse amministrato così' da se stesso sarebbe statico e non impermanentemente vivo nella sua perfezione. Buona Vita Angelo Bona


































