Domanda e risposta
Si avvertono gli utenti del sito che le risposte dell'A.I.I.Re., gli interventi nel blog e nel forum sono di natura amichevole e non sostitutivi di una consulenza professionale diretta.
scafandro e palombaro
Risposta a: Angelotto - 13/08/2012
Egr. Dott. Bona, innanzitutto trovo che il sito sia davvero interessante ed equilibrato, complimenti a tutti. Detto questo vorrei sottoporle una mia fissa. Io parto dal presupposto che siamo un essere spirituale (palombaro) dentro un corpo (scafandro, che notoriamente serve per permettere al palombaro di operare in ambiente inidoneo). Io credo che i due esseri siano e restino distinti ed abbiano origini e capacità diverse, pur avendo in comune lo sesso Creatore. Leggo e sento frequentemente, non solo in questo sito, esporre il concetto di crescita necessaria, di evoluzione. Le scrivo facendo anche riferimento alla sua risposta a Lara (11/08/2012). Concordo con lei sulla necessità di avere compassione e sul fatto che siamo noi a generare i nostri nemici, o meglio li vediamo come tali, però faccio fatica sul termine “imparare”. Io credo che possa aver bisogno di imparare solo lo scafandro, perché il palombaro sa già tutto. Ma lo scafandro è a perdere, dopo il pallino resta in mano al palombaro, il quale ha facoltà di decidere per sé quali strade scegliere. Dico questo perché nella mia esperienza ho visto troppe persone fare una faticaccia boia per trasformare lo scafandro in palombaro. Lo scafandro dovrebbe solamente servire al palombaro per i suoi scopi, e non, come spesso accade, il contrario. Chiudo con il dubbio che lei, con il termine “imparare”, intendesse proprio questo. Un sorriso
Risposta:
Caro Angelotto, non divido lo scafandro dal palombaro. L'astronave è il palombaro e il palombaro è l'astronave. Il corpo a perdere è una interpretazione fisica dipendente dalla nostra sensorialità e dalla nostra mente. Esistono astronavi molto piu' leggere di quella che tu chiami corpo ed anche il corpo chi ti dice che vada perso? Ogni forma di energia non muore, ma si trasforma e se realmente il corpo si dissolvesse in nulla e morisse l'Uno vivrebbe una contraddizione insanabile. La morte non c'è per tutto cio' che puoi pensare scafandro e palombaro compreso. Se un solo atomo dell'Uno si potesse dissolvere in nulla l'Uno perderebbe nel tempo sostanza ed anche la sua infinità e la sua eternità. Quindi gioisci della invulnerabilità dell'Uno e convinciti che la morte la si deve vincere in egual modo in un sasso ed in Shiva. Buona Vita Angelo Bona


































