Domanda e risposta
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Risposta a: Giulia - 30/09/2012
Buongiorno Dottore, la vita è un dono straordinario in tutte le sue sfumature,ogni giorno ha un insegnamento per noi. Ho imparato a perdonare, amare l'altro e me stessa, a non giudicare, ho imparato a cercare la luce anche quando sono nel buio.C'è una lezione che però fatico ad apprendere...la morte. Sono consapevole che in realtà la morte non esiste, che ciò che se ne va è soltanto un corpo e non la nostra essenza, che chi va oltre continua a sussurrarci dall'infinito (come disse Yogananda) e che basta sintonizzare il cuore per ascoltarne la voce....sono consapevole di tutto ciò.....un'anima a me cara è andata nell'infinito qualche ora fa ..perchè nonostante queste consapevolezze sono triste e addolorata? perchè invece non riesco ad essere felice per lei che finalmente è tornata a casa? Un abbraccio. Giulia
Risposta:
Cara Giulia, l'anima di cui parli è nell'Uno come siamo noi. Non esiste una casa diversa dall'Uno. Per sintonizzarsi occorre allenarsi ogni giorno e il Maestro Yogananda ti ha dato un ottimo consiglio. E' inevitabile non stare spesso bene quando una persona "vive"...(vedi che mi rifiuto di dirlo in un'altro modo?). Inizialmente respiriamo la sua confusione, il suo disagio di disorientamento. Dobbiamo parlare a questa nostra sofferenza che è la voce di questa persona e tranquillizzarla tranquillizzandoci. A poco a poco il dolore si attenuerà e vorrà dire che l'anima del "vivo" ce l'ha fatta a riorientarsi. Buona Vita Angelo Bona


































