Domanda e risposta
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Poi è stato come se lui fosse diventato luce...
Risposta a: Terry - 27/11/2011
Caro dottore, sto leggendo "Cerca la tua immortalità". Sono solo a pag.40 (il libro è arrivato oggi) ma già sento il bisogno di ringraziarla per quello che ha scritto in quelle pagine: parole di speranza, di gioia, di tenerezza che troppo spesso i cristiani (e io mi ritengo tale) di fronte alla morte non sanno più dire. Anch'io ho, nel mio piccolo, ho accompagnato dolcemente mio papà alla morte. E' stata un'esperienza bella, che ci ha riempito entrambi d'amore. Anche lui ad un certo punto aveva gli occhi che vedevano oltre. Leggevamo poesie, ascoltavamo musica lirica (la sua preferita). Gli ho detto la verità dolcemente (lui la sapeva), gli ho detto di non aver paura, abbiamo pregato insieme. Comunicavamo con lo sguardo e con le carezze quando lui non poteva più parlare... Questa esperienza è stata un regalo per me. Purtroppo sono riuscita a spiegarla solo parzialmente agli altri. Poi è stato come se lui fosse diventato luce...
Risposta:
Cara Terry, tuo padre non è morto perché la vita non può' morire. La generazione di lui che la tua anima ha prodotto ti ha svelato il mistero dell'accudimento di te-stessa-lui nel momento di maggiore provocazione dell'esistenza: quello dell'accettazione dell'impermanenza. Come un fiore ritorna, così' ad ogni primavera tuo padre-te tornerete a germogliare aprendo i vostri petali. Nulla è realmente oggettivo e nulla viene abbandonato. I misteri dell'Uno ci provocano nel non credere alla morte per educarci alla Fede nell'Eternità'. Buona Vita Angelo Bona


































