Domanda e risposta
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accompagnamento alla morte
Risposta a: Maria - 22/10/2011
Salve dott. Bona, mio suocero sta facendo il suo cammino verso la morte, e questo cammino è reso più duro e doloroso dall'accanimento della medicina. Mi spiego meglio, avendo perso la capacità di deglutire (per l'evoluzione del parkinson) allora è stato infierito su di lui prima col sondino naso gastrico ed ora con la peg (non so se la sigla è giusta). E' immobile in un letto, completamente presente con la coscienza, coscienza del dolore, coscienza della fine... coscienza... Ed io sono tanto arrabbiata con una medicina che ha perso i suoi limiti e non sa accompagnare una persona alla sua morte. I familiari diventano sempre più accaniti a volerlo "curare", mentre io mi batto affinché lo lascino andare senza altri interventi invasivi, che possono allungare la vita di un mese ma non di più... Dov'è la dignità del morire nella propria casa? Nel proprio letto? Accanto alle persone care? Grazie del suo ascolto. Maria
Risposta:
Cara Maria, come ho detto in passato il mio interesse per le Cure palliative e per gli Hospice è completamente tramontato. Credo in una Medicina dell'accompagnamento alla morte "familiare" per la quale ogni persona debba essere seguita a domicilio. l'accanimento terapeutico rappresenta la più' inutile e disumana tortura che la scienza infligge all'uomo. Buona Vita Angelo Bona


































