Domanda e risposta
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solitudine gioiosa
Risposta a: Francesca - 03/08/2013
Caro Angelo, sono di ritorno da una piccola vacanza, ospite di un'amica e della sua famiglia. Senza saperlo mi sono ritrovata in una dinamica familiare molto complessa e con delle problematiche: immaturita' dei figli, invidia e gelosia tra di loro, recriminazioni, pretese, incapacita' di staccarsi e di rendersi indipendenti (a 30anni). Per me e' stato un campo di osservazione interessantissimo! Da quando abbraccio l'Uno, il mio spirito di osservazione e' sempre piu' acuto. Prima di partire ti scrissi dicendo di sentire molto la solitudine e la mancanza di una famiglia. Casualmente mi sono ritrovata li' e dopo qualche giorno ho ricevuto il messaggio dall'Uno. Ho compreso di essere stata fortunata. La morte di mia madre, l'allontanamento da mio padre, la mancanza ora di un amore e di un progetto futuro, per quanto sia tutto molto doloroso, mi hanno permesso di crescere e ora di risvegliarmi..quindi Questa solitudine apparentemente forzata, e' stato ed e' un dono meraviglioso. Grazie Uno!
Risposta:
Cara Francesca, molte famiglie sono campi di battaglia e di pretese di persone ancora affacendate nel raggiungimento di una propria individualizzazione felice, di una soliUnitudine gioiosa. Ognuno pretende la felicità dall'altro e recrimina se questa non viene elargita. Occorre una autonomia della Gioia, un saperla edificare detro di noi non aspettandola dagli altri. Mi fa piacere che tu viva una soliUnitudine armonica e non credo sia forzata, ma molto consapevole. Cio' non vuol dire che consiglio di divenire isole o bunker, anzi. Indico solo una strada di autoUnomia che è la base della felicità. Buona Vita Angelo Bona


































