Domanda e risposta
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bloccato e impaurito
Risposta a: Fulvio - 04/10/2013
Caro Dottore, negli ultimi otto anni ho avuto diverse società. Attualmente sono senza lavoro ma ho diversi progetti in testa che potrebbero funzionare. Da qualche tempo però come inizio a lavorare su uno di questi progetti, c'è subito in me un rifiuto ad assoggettarmi a queste regole di mercato e di conseguenza vedo qualsiasi tentativo di guadagnare una forzatura per me e per la mia anima. Oggi solo a pensare di passare giorni, mesi o anni a preoccuparmi degli affari, o anche di lavorare per poi essere pagato mi viene la nausea: mi sento costretto. Pensavo fosse stress, depressione o mancanza di concentrazione, ma poi ho capito che questo mio "male" forse si chiama libertà. Comprendo che oggi non si può fare altrimenti dei soldi per mangiare e per provvedere a tutto il resto, ma nonostante ciò mi sento bloccato e impaurito. A presto Fulvio
Risposta:
Caro Fulvio, credo che dobbiamo tutti ritornare indietro e rifiutare la società consumistica, affaristica che ci ruba il tempo. Siamo ipertecnologici, iperconsumistici, iperintegrati e iperschiavi. Potremmo vivere con la metà delle cose che abbiamo e con la metà di questi fittizi bisogni a cui ci hanno obbligato. Lavorare vuol dire lavorare due volte, per noi e per uno stato che sperpera metà delle nostre risorse. Spero che il mondo evolva verso il recupero del semplice, dell'utile, del non superfluo, ma dipende da ognuno di noi. Buona Vita Angelo Bona


































