Domanda e risposta
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una cellula di pace
Risposta a: Costanza - 13/02/2014
Gentile Dr Bona, vivo quotidianamente una realtà lavorativa di sole donne, infermiere in un reparto di pediatria. Amo davvero il mio lavoro, ma a dire il vero il carico emozionale maggiore mi deriva da un clima d'ostilità diffuso che ci pone l'una contro l'altra. Potrei raccontare di situazioni che sfiorano il mobbing e di altre che realmente lo sono. È una vera giungla. Sto lottando strenuamente per far valere la legalità anche aiutata da un esiguo gruppetto di persone che spero non mi tradiranno e che possano essere la cellula iniziale d'un cambiamento positivo. Ma quanta fatica!!! Ecco, vorrei essere costruttrice d'una cellula di pace, ma temo che la lotta sia dura, lunga e che ci sia la possibilità d'aver lottato invano. Qual e l'atteggiamento giusto da tenere nel cuore? Grazie, dottore, buona Vita.
Risposta:
Cara Costanza, continua a combattere ogni giorno con il sorriso. Quelle colleghe non sono "loro", ma te stessa. Sono l'occasione migliore perchè tu ami anche la tua "personalità ombra". Naturalmente cio' non vuole dire che devi diventare succube dei loro dispetti. Non pretendere che cambino. Cambia tu, smetti di provare rancore, guardale come ologrammi e vedrai che mentre tu cambi, anche loro muteranno. Buona Vita Angelo Bona


































