Domanda e risposta
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Chimica e anima
Risposta a: Alberto e bina - 25/02/2014
Caro Dottor Bona,siamo d'accordo con Lei che "dividi et impera" sia tanto antico quanto attuale e condividiamo anche i pensieri di Henry Thoreau (del quale amiamo anche lo splendido "Walden vita nei boschi"). Riteniamo che lo Stato sia ciò che in piccolo sono le aziende, ovvero, citando le Sue parole, luoghi dove "il dissenso è colpevolizzato e criminalizzato". La consapevolezza che abbiamo acquisito ci rende difficile rapportarci ad una società che in gran parte vive in una apatia animica che non considera nessuna evoluzione nelle conoscenze alimentari, curative, ambientali (menzionare scie chimiche, H.A.A.R.P. od inquinamento causato dagli allevamenti intensivi comporta nel migliore dei casi delle derisioni). Spesso non è possibile parlare dei danni del consumo di carne, glutine, latticini senza essere derisi, non è possibile accennare ad una società malata che viene spinta ad imbottirsi di chimica, non è possibile invogliare ad occuparsi delle anime e non del marketing.Un abbraccio!
Risposta:
Caro Alberto, quando la chimica diviene brevetto costosissimo ai danni della gente e a favore di Big Pharma non si parla piu' di cura ma di business. L'economia prevarica ogni legge etica ed il profitto è il Dio venerato da uomini soli e disperati. Cio' non puo' altro che portare alla catastrofe. Fare gli egoistoni non paga in termini di futuro, ma ad alcuni basta solo il presente. Buona Vita Angelo Bona


































