Poesia
Autore: Osiride (18/03/2005)
L'Amore
L'Amore
Inquietanti e sinistri rapimenti,
soggiogo' l'anima mia in una glaciale prigione.
supplicando Lui mi assopii
nel crepuscolare soffice giaciglio
di notte maliarda
che stese coltre di seta broccata
trapunta di stelle
e disciolse i lacci,
funi al molo terreno
e mi sospinse su placidi rivoli
al confine dei misteri,
oracoli su inesorabili destini
da me taciuti per amore.
Prigioniera ancora l'anima mia
flui'a fiotti
nelle lacrime rotte dalle ciglia
socchiuse, grate di veranda
allo sguardo puro limato
dal dolore,reso cristallino dall'amore
e fra le braccia di Lui
attraversando losanghe di specchi di me-te
tremuli alle nostre essenze veraci
teneramente sul suolo di nembi-ponte
a piedi nudi mi poso'.
Incolume per scudo di Luce
avanzai e attraversai
muro di incomprensioni e malintesi
come pietre lanciate a me,lapidare CHI?Te stesso?
Ti cercai,ti raccolsi sfinito e pallido
e ti condussi nella nostra dimora,
giaciglio d'alchimia celeste,
ti strinsi al mio caldo seno e
adagiato sulle pieghe della veste mia rosea
ti accarezzai, mescolando le mie lacrime alle tue
lavando e colorando gli orizzonti
nel fondo delle tue pupille
pettinando con le dita la tua chioma d'oro
asciugando coi miei riccioli la tua pelle chiara
rimanendo cosi' fino all'alba,
nel Tempo supplicato e dato dal Padre
prima del canto del gallo.
Osiride
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